Il WoM si fa etico oltremanica

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judge.jpgOggi, navigando per la rete, mi sono “affacciato oltremanica” e ho visto che i nostri amici inglesi hanno deciso di dare rilevanza ad un problema che, se ancora non si fosse capito, a noi (PromoDigital) sta molto a cuore. In Gran Bretagna si sono accorti che in rete c’è gente che posta materiale diffamatorio, nella stessa misura in cui c’è chi posta, in maniera anonima, messaggi pubblicitari, pretendendo di passare per un amico disinteressato che ti raccomanda questo o quel prodotto. A tal proposito l’Ente inglese predisposto alla tutela del consumatore contro il commercio irregolare ha deciso di proibire l’aspetto illegale di queste innovative pratiche di marketing. La Regolamentazione, varata a maggio di quest’anno, limita la diffusione di una parte dei cosiddetti video virali, in quanto sostiene che agire in questi termini, in maniera quindi non conclamata, sia da considerarsi non corretto. E’ un dato di fatto che oggi come oggi, il web sia la nuova frontiera delle opportunità non solo per i consumatori, che possono acquistare, conoscere e parlare dei prodotti più disparati, ma soprattutto per le stesse aziende che creano siti appositi per implementare il loro business. Di particolare interesse è un articolo della regolamentazione che considera un atto criminaledichiarare il falso o creare l’impressione che il venditore non stia facendo di tutto per spingere il suo commercio, business, le sue capacità e professionalità o si presenti come un falso consumatore”. Tutto ciò, come avrete ben capito, coinvolge il viral marketing e il buzz marketing realizzati in modo non etico, facendo si che un individuo anonimo rilasci un post o un video esaltando determinate caratteristiche che possono giovare al business . Chi agisce in questa maniera sta facendo seeding irregolare . L’Istituto di ADV inglese crede che fare ciò senza ammettere i propri interessi dovrebbe essere considerato illegale proprio come lo è postare su un Blog commenti favorevoli relativi ad un certo business senza dichiararlo. I controlli di certo non saranno semplici da effettuare, ma è da applaudire questa iniziativa, che traccia un’evidente linea di demarcazione tra il WoM etico (quello che fa PromoDi) e il WoM ingannevole e illegale.

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

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