Le nuove rotte del marketing contemporaneo

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malcom-gladwell1.jpgMalcom Gladwell, come molti di voi sapranno, è colui che ha tracciato le coordinate del marketing contemporaneo. Lo cito perché oggi vorrei postare riguardo ad uno dei suoi tre gioielli: “Tipping Point”,(gli altri sono “Blink” e il neonato “Outliers. The Story of success”) a mio avviso vera e propria pietra miliare che gli addetti ai lavori non possono permettersi di non consultare almeno una volta nella vita. Per chi ancora non lo sapesse il Tipping Point è quel punto oltre il quale inizia la propagazione massiva di un determinato fenomeno. Mi spiego meglio. Cosa secondo voi rende un programma come Sesame Street, così efficace nell’insegnare ai bambini come si legge? La risposta che fornisce Malcom Gladwell è che a volte le idee, i comportamenti, i messaggi e i prodotti hanno l’effetto di una malattia contagiosa. Creano delle vere e proprie epidemie sociali. L’idea di questa originale ed innovativa teoria da cui l’autore è stato “contagiato”, deriva proprio dalle ricerche effettuate sulla propagazione del virus HIV, condotte per il Washington Post. Gli epidemiologi intervistati all’epoca, adottavano una prospettiva diversa rispetto al resto della gente: non è importante sapere quando e perché certi cambiamenti avvengono, piuttosto badare al Tipping Point, una sorta di punto di ebollizione, quel punto oltre il quale si inizia a parlare di contagio massivo. Ovviamente queste deduzioni di carattere scientifico, hanno fatto di Gladwell un vero guru perché fu il primo ad applicarle alle scienze sociali, agli affari, e a qualsiasi episodio non medico. Tutto questo procedimento, viene inoltre implementato dalla presenza dei cosiddetti Mavens, persone con delle peculiarità davvero interessanti: accumulano una quantità impressionante di informazioni; riescono ad ottenere un’imponente copertura rispetto a queste informazioni; frequentano persone eterogenee tra loro così che risultano dei veri e propri hub sociali. Tutto ciò che Gladwell ha teorizzato, ho la fortuna di poterlo toccare con mano ogni volta che pianifico una campagna di Buzz marketing o di Buzz seeding. E’ affascinante, e nello stesso tempo mi meraviglia, vedere come queste teorie non siano solo parole scritte sulla sabbia, ma trovino pieno riscontro nella realtà. Che dire non vi resta che provare!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Joffrey’s puccia nel Buzz

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jo.jpgJoffrey’s Coffee & Tea Company aveva il desiderio di fare una campagna web con risultati internazionali e milioni di impressions sul web. Gli obiettivi erano veicolare traffico al sito, aumentare il passaparola e introdurre il brand ai social media ed alla blogosfera creando una promozione che fosse coerente con il brand. Per raggiungere questi obiettivi si pensò di creare un sito al quale iscriversi per poter provare il caffè Joffrey’s. Ovviamente la Joffrey’s era molto sicura della qualità del prodotto e ambiva a posizionarlo nel web facendolo provare agli “influencers”. La campagna, dunque, coinvolgeva i blogger i quali avevano avuto la possibilità di iscriversi al sito e provare il caffè Joeffrey’s “Jamaican Me Crazy”, inserendo il link del Test site sul loro blog. La campagna ha raggiunto e superato i risultati previsti non solo perché era stata offerta una tazza di caffè in omaggio e per via dei link postati, ma anche perché era stato (e qui lo sottolineo con il grassetto) generato passaparola. Tutti i post e i commenti generati sono stati il frutto di un’ottima organizzazione ed ideazione della campagna, ovviamente messa in atto da esperti del settore. Da sottolineare che come per tutte le campagne di Buzz questo tipo di campagna continua ad avere effetti positivi. In conclusione, la mossa vincente di Joffrey’s è stata affidarsi ai blog ed ai siti con contenuto generato dagli utenti che ha permesso una rapida ed efficace diffusione delle informazioni.

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Bloggers rule!

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blog.jpgMentre il numero dei social network e dei Twitters continua a crescere, pubblicitari e marketers spesso si trovano impegnati nella creazione di una Fan-page su Facebook, piuttosto che postare su Twitter o sviluppare nuove applicazioni che attraggano il consumatore al proprio brand. Ma tutte queste tattiche ignorano un palyer critico nel gioco del marketing online: i Blog. Si sono registrate 77.7 milioni di visite uniche sui blog contro i 41 milioni di visite su Facebook.In maniera sempre maggiore i consumatori si rivolgono ai blog per recuperare notizie, recensioni e raccomandazioni. In accordo con la Society For New Communication Research (Maggio 2008) il 74% (di cui il 14% ne è fermamente convinto) sceglie determinate aziende e brand basandosi su ciò che si dice di loro online. Da qui ne consegue che lavorare con le community di blogger comporta una serie di vantaggi tra cui: i contenuti generati dagli utenti (del resto non si smentiscono i dati sopra citati) creano molto più buzz intorno al brand; le discussioni sul brand vengono riproposte (ovviamente in maniera originale e secondo un personalissimo punto di vista) sui vari social media e piattaforme, permettendo così alle informazioni e opinioni di circolare in maniera completa su tutto il web; e poi dobbiamo ricordarci che attualmente i blog sono i siti meglio indicizzati su Google permettendo così di ottimizzare la ricerca del brand sul web. La combinazione di questi elementi rende le campagne realizzate inglobando questo tipo di attività, decisamente efficaci. In fine una strategia di buzz marketing realizzata con i blogger, è componente ormai necessaria per implementare piani di marketing e assicurare il ROI. Anche i brand che non adottano questa strategia sono in un modo o nell’altro presenti nelle discussioni online. Sta ai rappresentati dei brand affidarsi effettivamente al potere dei blog per aumentare la loro brand awarness, affinità con i consumatori, e in ultima istanza le vendite.

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Save the Yak, Save the Children!

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yak.jpgE’ Natale. Tempo di regali. E anche quest’anno il regalo più trendy si sceglie online dalla Lista dei Desideri di Save the Children, organizzazione internazionale indipendente per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini. La Lista dei Desideri è realizzata sulla base di un ampio assortimento di regali che migliorano le condizioni di vita dei bambini nel mondo. Mi spiego meglio. Sul sito si può scegliere un regalo ed effettuare una donazione online del valore corrispondente. La persona cui si desidera offrirlo, riceverà una cartolina (cartacea o elettronica), che rappresenterà in maniera simbolica il regalo. Dono simbolo della Lista dei Desideri è lo Yak, il simpatico bue tibetano che per le famiglie di questo Paese significa latte nutriente, lana per vestirsi e un indispensabile aiuto nell’aratura dei campi. Ma ci sono regali per tutte le tasche: 40 polli (36 uro), plumpy’nut (10 euro), una speciale barretta al burro di arachidi, a contenuto altamente proteico ed energetico, ideale per bambini gravemente malnutriti, una zanzariera pretrattata con insetticida (26 euro), utile per evitare il contagio della malaria, che è tra le principali cause di mortalità infantile e miete ogni anno numerose piccole vittime. E ancora i filtri depuratori (57 euro) per l’acqua, che aiutano a mantenere i bambini e le loro famiglie sane, prevenendo varie malattie, o le pillole allo zinco (18 euro), per combattere la diarrea che, insieme al morbillo e ad altre malattie facilmente prevenibili, è ancora fatale per 28.000 bambini al giorno, o infine le copertine in cui avvolgere i piccoli appena nati (19 euro), proteggendoli da raffreddori e infezioni respiratorie. Sul sito di Save the Children, troverete tutte le info che vi servono. Quindi Save the Yak, Save the Children!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Bacardi Buzz Inviders

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bacardi_logo.jpgViral e Buzz marketing  sembrano essere passati già da un po’ di tempo per casa Bacardi. L’idea era quella di un Planet Party. Rivolgersi al marketing online, quindi circolare per community, blog e forum, (in pratica invadere la rete!) è stata per l’azienda una mossa decisamente pioneristica, intuitiva e in target proprio per contagiare tutti gli user più attivi della rete e nello stesso tempo aumentare la brand awarness. L’obiettivo era ovviamente quello di giungere nei meandri più nascosti della rete e fare esplodere la bomba dello spirito Party che caratterizza Bacardi. Il tema cui s’ispirava il progetto era un “Viaggio dallo Spazio alla Terra” in cui i visitatori, provenienti da altri pianeti e galassie, cercavano il posto più adatto in cui fare un party. Da subito s’intuì che la terra era il posto più cool dove organizzare l’evento e venne fatto circolare sul web un video virale “Sucker” che attirava i party addicted del web e li spingeva a collegarsi al minisito www.planet-party.net dove poter scaricaricare la seconda clip “Come”. I visitatori di planet-party.net potevano visitare il nightclub, trovare le ricette dei cocktails e apprendere lo stile della terra partecipando ad altre attività. Che dire, un’idea decisamente innovativa e divertente, ovviamente realizzabile solo grazie alle leve del buzz marketing.
PS: se avete da aggiungere altri dettagli sull’argomento, postateli!!!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Amnesty e il Buzz in Polonia

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amnesty_vit_mot_svart_500.gifQuesto caso arriva direttamente dalla Polonia. Marathon è un progetto che raccoglie lettere scritte a mano per difendere le vittime dei casi di violazione dei diritti umani. Le lettere sono reali e lo sono anche gli indirizzi dei regimi più violenti, cui sono indirizzate. La situazione dei prigionieri è conosciuta in una percentuale bassissima di casi. Anche nazioni come Cina ed Iran sono nel mirino di Amnesty. L’obiettivo della campagna era diffondere il più possibile queste lettere e nello stesso tempo rinforzare la struttura di Amnesty costruendo una community di volontari più ampia. Per tanto era necessario indirizzare gli utenti verso il sito Marathon, suscitare interesse verso quei luoghi da cui provenivano le lettere e trovare volontari per supportare Amnesty. Le azioni messe in atto facevano parte di un piano di comunicazione complesso e completo. Ma il plusvalore della campagna fu dato proprio dall’utilizzo del Buzz marketing. L’agenzia che si occupava del caso (agenzia polacca visto che si trattava della sede di Amnesty in Polonia) mise in atto un vero e proprio “Deep Impact” ,come lo definiremmo noi di PromoDigital, ovvero un piano sviluppato tra community, forum (Gwar, Wykop) e Blog. Le informazioni circolarono a velocità impressionante tanto che gli effetti della campagna furono evidenti sin da subito: si realizzò la diffuse e tra gli utenti di circa 21.500 lettere (stiamo parlando sempre della sola Polonia) e il database di volontari di Amnesty registrò un aumento di circa 25 punti percentuali.

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

LG, Scarlet e il Buzz

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scarlet_lg_tv_debacle.jpgLG ha deciso di differenziare il lancio dell’ LG60 realizzando un messaggio che definisce il brand e i suoi prodotti come un qualcosa di superiore rispetto agli standard classici dell’intrattenimento, per arrivare ad esaltare in concetto di qualità. L’idea principale della campagna era umanizzare e personalizzare la TV associandole qualità; bellezza, fashion, intelligenza e l’essere un’icona come se si stesse parlando di un’attrice, per l’appunto Scarlet. Per sviluppare il progetto Scarlet è stata realizzata una campagna teaser in cui si lasciava intendere che Scarlet fosse protagonista e titolo di una serie televisiva girata da David Nutter, regista dei Sopranos. Sono state utilizzate PR, buzz online e social media per costruire l’immagine dei Scarlet nei primi mesi della campagna teaser. Il 28 aprile del 2008 circa 500 persone raggiunsero il Pacific Designer Center a Hollywood con l’aspettativa di poter vedere Scarlet la serie televisiva. Il trailer rivelò che la serie TV era in realtà incentrata su una serie di televisori della LG. La sfida più grande era creare uno spazio particolare ed esclusivo all’interno del quale lanciare il nuovo LG60 enfatizzando il posizionamento competitivo della LG - “Style Without Compromise” cercando di attirare un target che badasse allo stile, allo status, alle caratteristichetecniche e al brand. Tutto ciò fu possibile soprattutto massimizzando gli effetti del buzz on line che lanciò il rete la personalità di Scarlet, associandola agli eventi da tappeto rosso, alle celebrità, usando i tratti dell’attrice per personificare le qualità e le caratteristiche della TV.

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

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