Mar 31
Rieccomi, finalmente rinsavito dai postumi del Forum della Comunicazione :) Oggi parleremo dei 10 comandamenti da tenere sempre a mente per contattare i bloggers, così come definiti dal Womma. Mi sembra però necessario partire da una premessa: I consumatori vengono prima di qualsiasi cosa, l’onestà quindi non è un fatto opzionale ma un dictat da seguire.
Passiamo ora al decalogo:
1) essere sempre onesti e non veicolare mai informazioni false: non è etico agire diversamente;
2) identificarsi dichiarando le proprie generalità, il ruolo ricoperto in azienda e l’azienda per la quale si effettua il contatto;
3) non oltrepassare mai i limiti imposti dai bloggers. Rispettare sempre le linee guida della community cui appartiene;
4) non chiedere mai al blogger di mentire;
5) usare estrema cura nel diffondere informazioni che hanno come destinatari i minori;
6) non strumentalizzare la pubblicità o i programmi di affiliazione per accattivarsi il favore dei bloggers;
7) non usare sistemi automatizzati per postare commenti o divulgare informazioni;
8 ) capire che ricompensare i bloggers non è etico, per tanto si rende necessario rivelare qualsisasi compenso o incentivazione;
9) capire che se si manda un prodotto ad un blogger, quest’ultimo non è obbligato a commentarlo: i bloggers godono della massima discrezionalità decisionale;
10) chiedere sempre ai bloggers di citare la fonte da cui riceve il prodotto;
Per noi, ovviamente questi principi sono fondamentali, e il rispetto del decalogo è alla base di ogni attività che seguiamo. Come sempre aspetto di sentire le vostre opinioni!
Stay tuned!
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Mar 27
La pubblicità online corre anche tra le righe dei blog, dei forum, dei social network e sfrutta le “conversazioni” online di centinaia di migliaia di utenti per fare da cassa da risonanza o meno alla qualità di prodotti e servizi. Dagli Stati Uniti, prende forma anche in Italia il cosiddetto “buzz marketing”, di cui si è parlato oggi al Forum della Comunicazione a Roma. “Oggi le aziende hanno a che fare con i cosiddetti ‘prosumer’, consumatori attivi che su Internet producono autonomamente contenuti e parlano ad altri potenziali consumatori anche di prodotti e servizi in commercio - spiega Andrea Febbraio, CEO di PromoDigital, azienda italiana che si occupa di buzz marketing -. Per le aziende diventa quindi fondamentale monitorare la propria reputazione online ed eventualmente inserirsi in queste conversazioni, in maniera etica e trasparente, per interloquire in modo diretto con i consumatori”. E’ la nuova frontiera della pubblicità online: le aziende più che infiltrarsi, conversano con i loro stessi consumatori.
“Alcuni nostri clienti - spiega il numero uno di PromoDigital - ci fanno selezionare consumatori particolarmente attivi in rete cui dare prodotti che poi gli internauti saranno liberi di commentare”. Altra frontiera che in Italia si comincia ad esplorare, a detta di Andrea Febbraio, è la partecipazione delle comunità online alle campagne di marketing, che in alcuni casi può portare anche a premi e compensi per gli utenti con le idee migliori.
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Mar 26
Forum della Comunicazione
Palazzo dei Congressi - Piazza John Kennedy, 1 - 00144 Roma
Sala 2 (16:00-18:30)
WEB 2.0: La rivoluzione dei prosumer, nuovi paradigmi di comunicazione e marketing nel web nell’era del consumatore attivo.
Keynote:
Le sessione, tramite la presentazione di case history di diversi settori, vuole focalizzare l’attenzione sul cambiamento di ruolo del consumatore tipo nell’era dell’informazione e dei servizi digitali. Le nuove tecnologie, che rendendo più semplice produrre informazioni e far sentire la propria voce, aprono la strada a un nuovo modo di comunicare da parte dei brand, capace di coinvolgere direttamente il potenziale consumatore rendendolo attivo.
Conduce:
Luca Conti, journalist & conversational media consultant
Keynote Speaker:
Andrea Febbraio, CEO PromoDigital
Tavola Rotonda:
Stefano Mosetti, Responsabile Comunicazione Iperclub
Elisa Perillo, Country Manager di Zooppa
Stefano Vitta, General Manager Zzub
Barbara Montepilli, Responsabile Comunicazione Poste Mobile
Chiara Uguzzoli, New Media Manager Danone
Maria Pia Rossignaud, Direttore di Media Duemila
Alessio Semoli, Managing Director Trackset
Vi aspettiamo numerosi!
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Mar 24
Da qualche giorno è partita la campagna H&S che ha coinvolto alcuni dei blogger uomini più attivi della Rete.
Abbiamo infatti invitato 30 blogger a testare la nuova linea di prodotti per la cura dei capelli e a esprimere i loro pareri e i loro giudizi attraverso un contributo da pubblicare nei loro blog. Tra l’altro, per aumentare la curiosità attorno ai prodotti, abbiamo realizzato – in collaborazione con il cliente – un buzzkit davvero bello composto da una serie di gadget legati al mondo del rugby (H&S è infatti sponsor della nazionale italiana di rugby). I primi kit sono già giunti a destinazione, a breve la blogosfera dovrebbe parlare anche di questa nuova nostra iniziativa.
Stay tuned!
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Mar 19
Come agenzia che ha seguito la campagna vorremmo fare un po’ di chiarezza perché leggendo i commenti su alcuni blog mi rendo conto che si è forse perso un po’ il filo del discorso magari generando confusione.
Come BuzzAgency noi crediamo fortemente nella conversazione etica, chiara trasparente tra i brand ed i consumatori. Il primo punto per ogni campagna che sviluppiamo è il rispetto del codice etico del Womma.org di cui facciamo parte che
ha come elementi essenziali onestà di identità (e cioè dire sempre per conto di chi si parla), onestà di opinone (dire la propria opinione liberamente senza forzature). Il web 2.0 permette un’interazione completa, bidirezionale e trasparente se si seguono le regole di cui sopra. Abbiamo lavorato con moltissimi brand dall’automotive, alla telefonia, ai prodotti benessere ai servizi etc etc. La forza del passaparola è ovviamente intrinseca nel prodotto và da se che prodotti troppo semplici non sono perfetti per un’attività di buzz online perchè ci sarebbero pochi elementi su cui discutere e quindi sono d’accordo su questo punto.
Prima di iniziare a “conversare” in rete suggeriamo sempre ai nostri clienti di “ascoltare” cosa che è stata fatta anche per Danone scoprendo che in realtà da un’analisi effettuata analizzando oltre 200 conversazioni in forum, blog e social media apparivano delle aree interessanti, dove emergevano domande/richieste di chiarimenti da parte di utenti e consumatori.
I prodotti oggetto della campagna non sono infatti dei semplici yoghurt come stato erroneamente detto ,ma dei prodotti con delle caratteristiche peculiari (riduzione del colesterolo, rafforzamento del sistema immunitario) forse più vicini a dei temi medici che a dei temi da mass market. Quindi abbiamo deciso di coinvolgere blogger, amministratori/moderatori dei forum, per uno scambio di punti di vista sul prodotto e soprattutto sui principi attivi in essi contenuti (invitando tutti sempre nel rispetto del codice WOMMA).
In seguito abbiamo iniziato, ribadiamo in maniera chiara e trasparente comunicando la nostra identità una conversazione, inoltre 20 forum dando priorità a quelli dove era gia presenti domande sul prodotto. Anche in questo caso chiedendo sempre l’autorizzazione preventiva ad amministratori/moderatori anticipando i contenuti dell’iniziativa che aveva lo scopo di fare chiarezza su alcuni aspetti dei prodotti.
Il fatto che una conversazione abbia potuto generare risate è comprensibile ma per giudicare una campagna c’è bisogno di una valutazione che comprenda tutti gli elementi altrimenti si rischia di dare un giudizio parziale basato su dei fatti non completi ecco lo sopo di questo post. Concludendo è ovvio che c’è sempre spazio per migliorare ed imparare, ed è giusto ricevere opinioni e critiche che, se costruttive, sono ovviamente sempre ben accette; ma ci faceva piacere raccontare in maniera completa questa esperienza tenendo presente che le aziende che sperimentano questi media sono tutte da premiare.
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Mar 17
Lo spunto per il post di oggi, mi arriva direttamente da una ricerca effettuata da Gianluca Arnesano CEO di Frozen Frogs. L’oggetto è il Social Media Marketing (vi esorto anche a visionare la ricerca di cui sopra) denominazione spesso e volentieri abusata, che però ingloba tutte quelle metodologie che permettono di fare mercato sul Web 2.0 (vedi Wiki) e che trovano la loro ragion d’essere nella dicitura “i mercati sono conversazioni”. Rischio di ripetermi, ma meglio dire le cose come stanno. Sono fermamente convinto che nel bene e nel male si debba ancora parlare di Marketing, ovviamente decadono le finalità puramente commerciali, e vengono esaltate quelle conversazionali. Il Buzz (marketing conversazionale) si propone come una forma di marketing bidirezionale lasciando aperte le porte del dialogo con i consumatori/utenti del Web 2.0. Proprio perché ritengo siamo ancora nella sfera del marketing, risulta ancora più importante sottolineare la questione dell’etica, per non favorire associazioni azzardate con il marketing tradizionale che molti identificano con il concetto di fare pubblicità, sponsorizzare ecc… e che gli stessi consumatori (secondo Nielsen Buzz Metrics) associano sempre più di frequente alla parola “falso”. Ciò che differenzia il marketing conversazionale da quello tradizionale è proprio l’etica. Attenzione: non che stia dicendo che chi ha fatto marketing fin’ora sia stato scorretto o disonesto, ma una comunicazione verticale come quella proposta fin’ora, lasciava ben più di qualche dubbio ai consumatori. Da oggi seguire la scia dell’etica vuol dire iniziare a costruire un ponte tra brand e consumatori. La ricetta? Onestà di relazione, onestà di opinione e onestà d’identità.
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Mar 10
Comunicazione Italiana sceglie noi, PromoDigital, per una campagna di passaparola online con oggetto il Forum della Comunicazione, il super evento dedicato al mondo della comunicazione che avrà luogo il 26 e il 27 Marzo, presso il Palazzo dei Congressi a Roma.
La strategia della campagna sarà incentrata sul coinvolgimento di blogger opinion leader nel settore della comunicazione per trasferire quelli che sono i valori e gli argomenti del forum della comunicazione. L’idea è quella di dare il nostro supporto al Forum della comunicazione perchè crediamo che questo tipo di eventi siano da incoraggiare e sostenere in quanto aprono un dialogo importante, concreto tra quelli che sono gli operatori e non solo del mondo della comunicazione. Ci è sembrato quasi una logica conseguenza coinvolgere i blogger in questa iniziativa, perché crediamo che il loro contributo possa essere importante sia in termini di passaparola che di competenza e argomenti su questi temi.
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Mar 09
Vorrei dedicare questo post a tutti coloro che hanno dei dubbi sul buzz marketing e che ancora non sanno come interpretare la frase “i mercati sono conversazioni”. Lo spunto viene dal blog Digital Influence Mapping Project. Prendiamo in considerazione per un secondo il punto di vista del brand: vuole che il blogger parli positivamente del prodotto o del brand stesso, pensando al fatto che i consumatori leggeranno quelle pagine. Nello stesso tempo si affida a strategie di SEO e SEM per far si che si trovino quanti più risultati positivi, possibili. L’ottica è quella giusta, magari la prospettiva un po’ meno. L’errore è nel non considerare l’enorme differenza tra pagare un media e il word of mouth. Il WOMMA (Word of Mouth Marketing Association) professa la totale apertura del rapporto tra blogger e brand, parlando anche di HONESTY ROI basato proprio sulla famigerata questione ETICA. Per tanto si definisce il WOM come un “earned media” dove earn=guadagno fa riferimento alla fiducia da parte del consumatore che rappresenta il vero guadagno per l’azienda. C’è una bella differenza inoltre tra cosa si può provare a fare per catturare l’attenzione dei digital leader e guadagnarsela. In particolare quest’ultima è la soluzione che sosteniamo con forza e convinzione. Non si può comprare un blogger. O meglio non si può comprare la sua attenzione e pretendere di generare WOM. Credibile, aggiungerei. Il Word of Mouth marketing è differente.
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
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