To pay or not to pay? Questo è il dilemma!
Blog, Buzz Marketing, Digital Marketing, PromoDigital, Social Network, Web 2.0, buzz seeding, passaparola offline, viral, wom Scrivi un commento
Il problema etico, che si pone sul Buzz Marketing e il passaparola in generale, è sempre dietro l’angolo. E’ una bagarre destinata forse a continuare per molto tempo, ma sarebbe interessante sentire l’opinione di chi ci lavora a stretto contatto. Di recente, nella rivista del Womma Living Ethics si è discusso sul seguente articolo del codice etico: “ Siamo contro quelle pratiche di marketing che implicano il pagamento in denaro da parte delle aziende o di chi per essa, al fine di convicere i consumatori a parlare, recensire e raccomandare i propri prodotti”. Come prevedibile, si sono creati due schieramenti: i “permissivi” e i “detrattori”. Alcuni membri del Womma chiedono la rivisitazione dell’articolo, proprio in virtù di una maggiore apertura mentale verso questo modo di procedere. Altri invece sono fermamente convinti della necessità etica di portare avanti una politica che permetta ai consumatori di esprimere liberamente la propria opinione.In ogni caso il Womma lascia aperta la strada del dialogo a tutti colo che volessero intervenire a riguardo per tracciare una via comune da seguire. Vi invito a visitare il Living Ethics Blog, e perché no iniziare un confronto anche su questo blog! Per ulteriori aggiornamenti, Stay tuned!










Giugno 5th, 2009 at 18:04
Bella domanda… a mio avviso dipende da come viene intesa e proposta la possibilita’ di avere una remunerazione per recensire, testare e quant’altro un prodotto.
Mi spiego meglio, se l’azienda A paga l’utente X per provare e recensire il prodotto Y per avere una sponsorizzazione e quindi una recensione per forza di cose positiva e’ un caso e a mio avviso non dovrebbe essere inclusa in questa tipologia di marketing.
L’altro caso e’ l’azienda A paga l’utente X per provare e recensire il prodotto Y ma in modo davvero imparziale e serio, quindi aspettandosi nel caso il prodotto non rispecchiasse cio’ che l’utente reputa buono, una recensione negativa giustificando gli aspetti negativi in modo da dare l’input all’azienda per migliorare.
Sembra un paradosso ma a mio avviso potrebbe essere possibile. Sono troppo ottimista?
Giugno 19th, 2009 at 13:09
no, non credo che tu sia troppo ottimista, in fondo l’autorità di un blog si misura anche nella fiducia che hanno i lettori verso chi amministra lo spazio. i blogger quindi, almeno in linea teorica, non credo tradirebbero così facilmente il loro seguito. noi però, a scanso di equivoci, nella massima trasparenza, evitiamo di retribuire coloro che coinvolgiamo, per evitare che anche solo lontanamente possano essere in qualche modo influenzati nel loro giudizio verso il prodotto/servizio oggetto della campagna.