Come far parlare di se sfruttando il successo di altri video particolarmente virali nel web? Il gruppo rock Handouken sembra esserci riuscito, creando il proprio video clip utilizzando i 100 video più visti e che hanno generato più buzz online negli ultimi tempi su YouTube.
L’idea utilizzata per promuovere il brano M.A.D. avrà sicuramente i suoi risultati in termini di awareness, sarà compito della canzone ad essere all’altezza per i suoi ascoltatori. La strategia utilizzata non è una novità, avevamo già assistito ultimamente anche alla campagna Guitar Hero, sfruttando il video a sua volta virale Make the Girl dance.
Complimenti a Liquida, Banzai e ovviamente a Ludovico. Ci dispiace soltanto che la transazione non sia stata effettuata all’interno di ebay, avendo noi fatto un’offerta congiunta con Develer a 40.150 euro che, prima della chiusura anticipata, risultava essere la più alta (quanto accaduto ha inesorabilmente generato un fiume di considerazioni nei social network e nella blogosfera).
Fermo restando la possibilità data da ebay di annullare un’asta prima della scadenza ci sarebbe piaciuto un confronto aperto, alla luce del sole come ci sembrava nelle intenzioni di Ludovico… del resto aveva optato lui per questo tipo di “canale di vendita aperto e pubblico”. In ogni caso in bocca la lupo ed ancora complimenti Paolo.
Una recente ricerca Nielsen conferma l’importanza delle conversazioni tra consumatori sia online che offline. La ricerca, effettuata su 25.000 persone e in 50 paesi differenti, mostra come i consigli personali e le opinioni pubblicate online dai consumatori rappresentano le forme di advertising ritenute più affidabili.
Mentre 9 consumatori su 10 si fidano delle persone che conoscono direttamente (90%), 7 su 10 si fidano delle opinioni delle persone online (70%). In un momento in cui i social media si mescolano alla vita reale, con una distinzione sempre meno netta tra online e offline, possiamo riflettere sull’impatto che il passaparola ha su un brand.
I consumatori italiani sono al secondo posto (80% ) tra coloro che si fidano delle opinioni pubblicate online.
In un interessante articolo del Journal of Marketing (Sept. 2009, Vol. 73, No. 5), vengono fatte delle affermazioni sul passaparola “Effects of Word-of-Mouth Versus Traditional Marketing: Findings from an Internet Social Networking Site,”.
Come fa notare Dave Dolak, l’intera ricerca condotta da Trusov, Bucklin e Pauwels, mette a confronto i costi di una campagna di marketing tradizionale e i suoi risultati, con quelli ottenuti da una campagna attraverso i social media, a costi inferiori. Il risultato dimostra come una campagna di WOM online abbia un efficacia maggiorerispetto ai media tradizionali, soprattutto nel lungo termine.
A mio parere non possiamo pensare di fare a meno dei media tradizionali e delle forme più “tradizionali” di marketing, che concorrono al momento a generare rumore e conversazioni nelle community e nei social network. Tuttavia è questa ricerca dimostra come sia importante per un brand monitorare e stimolare l’effetto conversazionale che viene a crearsi nel momento di un lancio di un prodotto, o durante tutto il ciclo di vita stesso di un brand.
A seconda del brand infatti, come viene fatto notare giustamente nell’articolo, esiste una fase di passaparola organico (organic WOM), ovvero con nessun intervento strategico diretto da parte dell’azienda. Nella seconda fase contribuiscono in modo molto più efficace, tutte quelle attività di conversational marketing, atte a generare buzz qualitativo, quelloche loro chiamano “Fertilized Word-of-Mouth”.
In conclusione Fertilized Word-of-Mouth aiuta a tenere alto l’interesse verso il prodotto e creare conversazioni attorno ad esso, piuttosto che la mera esposizione.
Uno dei video che stà girando in rete da un po di giorni è veramente divertente, soprattutto se come noi siete dei social media addict e passate molto tempo ogni giorno ad utilizzare gli strumenti di condivisione che il social web offre.
Se il sito ha le sembianze di una vera associazione, per salvare tutti noi dall’uso di twitter, blog e facebook, in realtà si tratta di una campagna per il nuovo laptop Sony Vaio W Series.
La campagna si regge su di una contraddizione, di utilizzare un blog e i social network per creare buzz sull’associazione. Viene anche chiesto agli utenti di partecipare con contenuti UGC, condividendo le loro stesse confessioni di social media addict!
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