BuzzCamp: corso in Buzz marketing nei social media

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buzzcamop_scritta.jpgSocial network e community, sono uno strumento innovativo per coinvolgere gli utenti-consumatori in un dialogo aperto sul web. Nello stesso tempo però, costituiscono un labirinto intricato, che in molti non sanno come percorrere. Il Buzz marketing rappresenta un insieme di tecniche innovative di comunicazione per implementare l’engagement tra brand e consumatori, generando passaparola positivo.
BuzzCamp ha come obiettivo fornire ai partecipanti gli strumenti adatti alla comprensione e alla gestione delle principali problematiche legate al web 2.0, con focus specialistico sul passaparola online.
Il training è pensato come un vero e proprio “crash course full day”, tenuto dai nostri Buzz Coordinator, della durata massima di una giornata lavorativa, in cui mettere in pratica le conoscenze acquisite e analizzare divrese case history.
L’offerta formativa si suddivide per fasce di competenza:

  • RED BELT: beginner
  • BLACK BELT: intermediate
  • BUZZ LEGEND: advanced

I corsi sono strutturati per completare la panoramica sugli strumenti e le tecniche relativi al web 2.0, e si rivolgono a:

  • Professionisti del Marketing (Marketing Manager, Brand Manager, Product Manager, Responsabile CRM)
  • Strategic Planner
  • Account

Per maggiori informazioni e dettagli rivolgersi a Francesca Corradino: f.corradino@promodigital.it
Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Strategie online: moda o cambiamento profondo?

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workshop_wommi_fd10Durante il Forum della Comunicazione Digitale, Andrea Boaretto è intervenuto commentando la case history Ford Fiesta Movement, lanciando una serie di provocazioni. Stefano Vitta, Community Leader di ZZUB, ha già postato una risposta, e anche noi di PromoDigital, nella persona di Umberto Lisiero (immortalato nella foto qui sopra, sulla destra, al workshop WOMMI), abbiamo provato a dare una nostra personalissima interpretazione.

1. si tratta solo di un fattore moda (vi ricordate Second Life) o di un cambiamento profondo?
Non credo sia una moda quanto piuttosto un diverso approccio, un completamento di una strategia che online è in grado di proporsi in maniera più interattiva e multimediale rispetto ai modelli offline (i quali purtroppo vengono spesso riproposti in maniera speculare nel web). Un cambiamento di paradigma che potenzialmente è in grado di costruire un rapporto più diretto e trasparente - e quindi più proficuo - con gli utenti.

2. La marca da sola è ancora sufficiente?
Oggi sempre più persone prima di acquistare cercano informazioni online. E quando lo fanno si informano su forum e blog per leggere notizie, giudizi e curiosità scritte da “normali” consumatori come loro. In questo senso la “marca” non solo deve essere “ascoltare” ciò che questi potenziali consumatori dicono, ma deve sapersi mettere in gioco per attivarsi in maniera attiva, accettando il confronto con chi poi, se convinto, potrebbe diventare un testimonial a basso costo. In un mercato sempre più aggressivo e con prodotti sempre più simili forse raccoglieranno maggiore simpatia i brand che sapranno aprire un vero dialogo con i propri consumatori, coccolandoli e venendo incontro alle loro esigenze, rispondendo ai loro dubbi e alle loro curiosità, dimostrandosi proattivi per qualunque loro necessità.

3. Come costruire la reputazione negli attuali contesti in cui la marca non può più urlare con il megafono dal piedistallo?
Partendo dal presupposto che il successo di un brand è in prima istanza dato dalla qualità dei propri prodotti, quello che le marche possono fare nei lanci è coinvolgere alcuni dei potenziali - in maniera multicanale - consumatori facendo testare loro i prodotti, invitandoli ad eventi o presentando in maniera conversazionale nei forum i nuovi prodotti nell’ottica di presentarli in maniera più interattiva e di raccogliere feedback costruttivi immediati che possano migliorare il prodotto/servizio o la sua percezione.

4. Ha ancora senso parlare di campagne (fàmolo social, come direbbe l’amico Giovanni Pola) o serve un ridisegno complessivo dei modelli di business orientatati alla multicanalità e all’apertura con il network esterno?
Per semplicità porto l’esempio della nostra agenzia: ci stiamo impegnando per fare in modo che anche il buzz - il passaparola online - si possa considerare sempre più come un media pianificabile. Che non vuole sostituire nessun altro strumento ma che, nell’ottica di una pianificazione a 360 gradi, possa fungere da supporto alle altre attività. La sfida credo sia proprio quella di riaggiornare continuamente il proprio approccio sapendo soppesare, in base agli obiettivi da raggiungere, un media mix impattante per il tipo particolare di target che si vuole colpire. Molte cose si imparano solo “sporcandosi le mani” quindi ben vengano i test “costruttivi” tramite i quali capire più nel dettaglio le declinazioni dei vari social network.

5. Per quanto tempo ancora ci si potrà nascondere dietro il luogo comune non esistono metriche?
Concordo con Stefano (Vitta, ndr), le metriche esistono. Il problema a volte è saperle leggere e non buttarsi a capofitto nel calcolare il mero “costo per contatto”. Molte attività nei social network vanno pensate soprattutto in ottica di brand awarness e quindi con parametri di giudizio più complessi e che richiedono un approfondimento maggiore.

Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Save the Children presenta “Animal love”

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Il tema è sempre lo stesso. L’amore. Come potrebbe essere altrimenti, nella settimana in cui gli innamorati festeggiano le gioie della coppia. Anche in questa occasione, Save the Children mette da parte tutti gli egoismi, e sull’onda dell’entusiasmo sentimentale, propone la Lista dei Desideri anche per San Valentino, un’occasione speciale per fare un regalo a chi si ama!
Funziona così: scegli il tuo regalo su Save the Children la tua dolce metà riceverà una speciale cartolina, quale simbolo di un dono che migliora la vita di un bambino nel mondo, mentre la tua donazione raggiungerà tanti bambini.
Ma non è tutto! Save the Children pensa anche ai ritardatari e ai colpi di fulmine: se il regalo è last-minute, potrai inviare una e-card, versione moderna delle “Valentine”, le tradizionali cartoline americane per dire “ti voglio bene”.



Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

“Scusa ma ti voglio sposare”: il trailer

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San Valentino è alle porte! E tra gli appuntamenti del grande schermo non poteva mancare “Scusa ma ti voglio sposare”, sequel del più celebre “Scusa ma ti chiamo amore”. In comune hanno lo sceneggiatore, scrittore e regista, Federico Moccia, che per i profani del genere è anche mr “Tre metri sopra il cielo”.
La trama verte sulla storia d’amore tra Alex, pubblicitario trentanovenne di successo, e Niki, ora ventenne, conosciuta in un incidente stradale. Al faro si sono promessi amore eterno, e adesso, dopo tre anni, Alex capisce che nonostante la differenza di età, lei è la donna che vuole sposare. Ritroviamo i loro amici di sempre, ognuno con le proprie storie, ognuno con le proprie attività, ognuno a confronto con la propria crescita, i propri sogni e progetti per il futuro. Alex chiede a Niki di sposarlo, e lei, all’inizio felice, con l’avvicinarsi della data, sente una paura crescente che le fa fare un passo sbagliato: manda a monte il matrimonio. Dopo il dietrofront accadranno molte cose nel segno di una romantica e divertente commedia sentimentale.

Ecco il trailer, enjoy it!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Tv vs Video online: l’era multi-screen

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multiscreen.gifIl web è ormai diventato cosa nota, anzi notissima. Tuttavia gli investimenti pubblicitari continuano a vertere sull’advertising tradizionale. In una ricerca diffusa di recente, la Nielsen sostiene che la colpa è da attribuire all’estrema indipendenza del media in questione: un linguaggio insolito e metodi di misurazione ancora in sviluppo, di certo non aiutano l’orientamento dei marketers. Focalizzandoci solo sulla questione dei video online, ci chiediamo se è davvero necessario modificare l’approccio e cestinare tutte le regole che riguardano l’era televisiva.

Una ricerca effettuata dalla Millward Brown sostiene che i video online possono essere considerati come un buono strumento di marketing, proprio perché il consumatore sembra essere più ricettivo. Il 46% dei partecipanti al sondaggio, sostiene di prestare attenzione ai video online, contro il 30% degli spot televisivi. Inoltre, il 72% dei partecipanti ammette di distrarsi con altre attività durante gli spot televisivi, mentre questo accade solo con 33% degli intervistati per quanto riguarda le attività online. Le persone prestano molta più attenzione alla pubblicità online perché scelgono loro stessi di relazionarsi con il contenuto, di essere esposti a contenuti brandizzati, a prescindere dall’jnteresse. Questo porta ad un aumento dell’awarness, favore per il brand e considerazione.

La ricerca Millward Brown ha mostrato che le esposizioni online aiutano a disporre bene i consumatori verso un brand (rispetto al 35% della TV) e per il 47% aumentano la considerazione (rispetto al 37%). E’ importante per i marketer riconoscere ulteriori benefici nell’aggiungere i video online all’esistente media mix. Mentre il reach del video online potrebbe risultare inferiore se comparato con quello televisivo (per ora), c’è un alto potenziale di catturare l’audience, nel momento in cui interagiscono attivamente con il contenuto online. I marketer posono estendere e accrescere la brand awarness creata con lo spot televisivo, realizzando video online che sono rilevanti per la mentalità e l’interesse del consumatore. La ricerca indica anche che i video online creano più intrattenimento e sono divertenti; inoltre possono implementare le strategie di offline marketing. Di certo l’audience in target differisce a seconda del brand e dalla campagna. Ma è ormai risaputo il ruolo critico del video online nella misura in cui determina e sancisce i criteri di una campagna di successo.

Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Coinvolgere e investire: i nuovi trend del marketing online

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images.jpgSebbene la crisi non abbia risparmiato nemmeno il digital marketing, i marketer sono assolutamente ottimisti per quanto riguarda i trend del 2010, come sottolineati nella ricerca effettuata Society of Digital Agencies (SoDA).
Il report “2010 Digital Marketing Outlook” ha trovato che l’81% delle proiezioni effettuate dai brand executive prospettano un incremento dei progetti incentrati sul digital per quest’anno, e la metà di loro sposterà parte del budget dall’adv tradizionale al digital. Più dei tre quarti dei partecipanti alla ricerca invece pensa che il nuovo trend economico incentiverà ancora maggiori investimenti nel settore.Inoltre si sottolinea come le applicazioni sui social network sono tra le attività preoritarie nel 2010, seguiti molto da vicino dalle infrastrutture digitali.
Mentre il social media marketing sembra essere settato al primo posto nella mente dei marketer, una maggioranza dei rispondenti considare alcune attività digitali poco importanti, con solo i giochi fallendo ad ispirare diffuso interesse.Gli investimenti nei media tradizionali, si sono rivelati stagnanti e sono addirittura arrivati a decrescere, mentre la spesa nelle attività digitali è risultata essere in alcuni casi addirittura superiore registrando un aumento del 30%. Questo aumento, probabilmente è da attribuire alla crescente importanza dei social network.
Le misure di coinvolgimento, quindi, devono essere più efficaci: per tanto parlando di indici di misurazione, il tempo trascorso sulle pagine di un sito diventa un dato imprescindibile, seguito a ruota dalle visite uniche delle pagine. Infine la ricerca pone l’accento sull’importanza nel precorrere i tempi, approcciando canali in continua evoluzione con dialoghi che abbiano una certa rilevanza per l’utente.
Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

“Action For Women”: concorso per registi emergenti su YouTube

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Oggi segnaliamo il concorso Action for Women, un’iniziativa per per registi emergenti (e maggiorenni) che risiedono negli stati membri del consiglio di Europa che potranno caricare i loro cortometraggi - con sottotitoli in inglese e della durata massima di 5 minuti, entro il 15 gennaio 2010 - sul tema della lotta contro la violenza alle donne.
Il concorso, promosso da Camera dei Deputati, Consiglio d’Europa in collaborazione con Cinecittà Luce e CSC Production, è ospitato nel canale YouTube:

Mette in palio stage e, come primo premio, la proiezione speciale alla prossima mostra del cinema di Venezia.
Tra i membri della giuria che valuterà i contributi video vi sono Giuseppe Tornatore, Francesca Comencini, Roberta Torre, Renata Litvinova e Enrico Magrelli.
Anche in questo caso ci permettiamo - vista anche la delicatezza del tema della competizione - di chiedere il vostro contributo per diffondere la notizia tramite il blog e i vari social network. Grazie e alla prossima!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

PromoDigital @ Ilas

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ilas.jpgCome poteva mancare PromoDigital in uno dei più importanti centri studio del sud Italia?

Si tratta dell’Istituto Superiore della Comunicazione - ILAS diventato, negli anni un punto di riferimento per tutti coloro che decidono di percorrere la strada professionale della comunicazione.

La partnership didattica nasce dalla volontà, di due realtà giovani ma nello stesso profondamente innovative, di realizzare un percorso che inserisca nel marasma dello studio universitario anche quella che oggi probabilmente apre un più ampio sbocco ai neofiti della comunicazione, ovvero il web e i socialmedia.

Ed è per questo che Dario terrà una serie di incontri con gli studenti, per approfondire le tematiche del Buzz Marketing nei social media.

Stay Tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Sostieni anche tu Lista dei Desideri di Save the Children

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Anche per questo Natale PromoDigital ha deciso di sostenere l’ormai celebre iniziativa Lista dei Desideri si arricchisce di nuovi doni e lancia la campagna per trasformare un regalo “DA FUTILE AD UTILE”.
E, come lo scorso anno, ci impegnamo a devolvere, per i primi 100 post che ci aiuteranno a sensibilizzare la blogosfera, una piccola cifra per ogni contributo sull’iniziativa.
Ci permettiamo quindi di chiedere l’aiuto di tutti per diffondere il video nei social network, da facebook a twitter, da delicious a friendfeed. E ovviamente anche nei blog. Daremo così un contributo concreto per la realizzazione dei progetti Save the Children.
Grazie sin da ora a tutti coloro che decideranno di aiutarci, aspettiamo i vostri link!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Cos’è il ROI applicato ai Social Media?

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Cos’è il ROI applicato ai social media? Come posso misurarlo? Spesso ci vengono poste queste domande e il modo di rispondere più appropriato sarebbe “Qual è il Roi del tuo telefono?”. Ma mi rendo conto che in alcuni casi non sarebbe appropriato rispondere in maniera così disinvolta.

Per spiegarmi meglio sarebbe meglio puntare su una serie di esempi relativi ad operazioni di successo condotte sui social media.

Lo standard dovrebbe essere rappresentato da una domanda di questo tipo: “In cosa consiste il successo di una campagna?”; “Perché tentiamo di misurare tutti gli aspetti dei social media come se si trattasse di un canale tradizionale?”. I social media toccano ogni sfaccettatura del business e dovrebbero essere visti più come l’estensione di un buon progetto. Alex Bogusky Co-Chairman della Crispin Porter & Bogusky dice bene quando sostiene che:”Non si può comprare l’attenzione di nessuno. Avere un budget di dimensioni spropositate, non è determinante nei social media…. Il paradigma valido per i vecchi media sosteneva pay to play. Adesso vinci solo se scendi realmente in campo”.

Gli esempi mostrati nel video, sono la prova evidente del fatto che i social media se propriamente usati, possono solamente migliorare la situazione dei brand. Ma che dire di quei brand che ancora sono scettici nell’utilizzo dei social media? Quali sono i costi del non fare nulla? La mia domanda ha delle evidenti sfaccettature provocatorie; forse, però, un ulteriore modo di guardare al ROI nei social media potrebbe essere porsi la seguente domanda: qual è il rischio dell’inattività?

Per approfondimenti consiglio anche la lettura di Search Engine Watch di Erik Qualman autore di Socialnomics

Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital