Go Green al “Bianco latte”

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go-green-cover.jpgSiete pronti per la rivoluzione green? Ebbene si, il verde diventerà pian piano il colore dominante, il nostro modo di viver, la realtà quotidiana, così come la Green Communication diventerà uno dei nuovi standard della comunicazione.
Dopo la pubblicazione del nuovo libro di Diego MasiGo Green”, il 10 marzo alle ore 17:30 Bianco latte ospiterà il dibattito sul Green & Digital come drivers per un nuovo modello d’agenzia.

Sul tema si confronteranno, moderati dal giornalista Vittorio Parazzoli, alcuni tra i principali esponenti del mondo della domanda e di quello dell’offerta:
Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente UPA; Furio Garbagnati, presidente Assorel; Diego Masi, presidente AssoComunicazione; Marco Testa, presidente e amministratore delegato Gruppo Armando Testa; Marco Benatti, presidente FullSIX; Domenico Brisigotti, direttore prodotto a marchio COOP; Giancarlo Vergori, responsabile Digital Media & Advertising Matrix – Gruppo Telecom Italia.

Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Strategie online: moda o cambiamento profondo?

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workshop_wommi_fd10Durante il Forum della Comunicazione Digitale, Andrea Boaretto è intervenuto commentando la case history Ford Fiesta Movement, lanciando una serie di provocazioni. Stefano Vitta, Community Leader di ZZUB, ha già postato una risposta, e anche noi di PromoDigital, nella persona di Umberto Lisiero (immortalato nella foto qui sopra, sulla destra, al workshop WOMMI), abbiamo provato a dare una nostra personalissima interpretazione.

1. si tratta solo di un fattore moda (vi ricordate Second Life) o di un cambiamento profondo?
Non credo sia una moda quanto piuttosto un diverso approccio, un completamento di una strategia che online è in grado di proporsi in maniera più interattiva e multimediale rispetto ai modelli offline (i quali purtroppo vengono spesso riproposti in maniera speculare nel web). Un cambiamento di paradigma che potenzialmente è in grado di costruire un rapporto più diretto e trasparente - e quindi più proficuo - con gli utenti.

2. La marca da sola è ancora sufficiente?
Oggi sempre più persone prima di acquistare cercano informazioni online. E quando lo fanno si informano su forum e blog per leggere notizie, giudizi e curiosità scritte da “normali” consumatori come loro. In questo senso la “marca” non solo deve essere “ascoltare” ciò che questi potenziali consumatori dicono, ma deve sapersi mettere in gioco per attivarsi in maniera attiva, accettando il confronto con chi poi, se convinto, potrebbe diventare un testimonial a basso costo. In un mercato sempre più aggressivo e con prodotti sempre più simili forse raccoglieranno maggiore simpatia i brand che sapranno aprire un vero dialogo con i propri consumatori, coccolandoli e venendo incontro alle loro esigenze, rispondendo ai loro dubbi e alle loro curiosità, dimostrandosi proattivi per qualunque loro necessità.

3. Come costruire la reputazione negli attuali contesti in cui la marca non può più urlare con il megafono dal piedistallo?
Partendo dal presupposto che il successo di un brand è in prima istanza dato dalla qualità dei propri prodotti, quello che le marche possono fare nei lanci è coinvolgere alcuni dei potenziali - in maniera multicanale - consumatori facendo testare loro i prodotti, invitandoli ad eventi o presentando in maniera conversazionale nei forum i nuovi prodotti nell’ottica di presentarli in maniera più interattiva e di raccogliere feedback costruttivi immediati che possano migliorare il prodotto/servizio o la sua percezione.

4. Ha ancora senso parlare di campagne (fàmolo social, come direbbe l’amico Giovanni Pola) o serve un ridisegno complessivo dei modelli di business orientatati alla multicanalità e all’apertura con il network esterno?
Per semplicità porto l’esempio della nostra agenzia: ci stiamo impegnando per fare in modo che anche il buzz - il passaparola online - si possa considerare sempre più come un media pianificabile. Che non vuole sostituire nessun altro strumento ma che, nell’ottica di una pianificazione a 360 gradi, possa fungere da supporto alle altre attività. La sfida credo sia proprio quella di riaggiornare continuamente il proprio approccio sapendo soppesare, in base agli obiettivi da raggiungere, un media mix impattante per il tipo particolare di target che si vuole colpire. Molte cose si imparano solo “sporcandosi le mani” quindi ben vengano i test “costruttivi” tramite i quali capire più nel dettaglio le declinazioni dei vari social network.

5. Per quanto tempo ancora ci si potrà nascondere dietro il luogo comune non esistono metriche?
Concordo con Stefano (Vitta, ndr), le metriche esistono. Il problema a volte è saperle leggere e non buttarsi a capofitto nel calcolare il mero “costo per contatto”. Molte attività nei social network vanno pensate soprattutto in ottica di brand awarness e quindi con parametri di giudizio più complessi e che richiedono un approfondimento maggiore.

Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Tv vs Video online: l’era multi-screen

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multiscreen.gifIl web è ormai diventato cosa nota, anzi notissima. Tuttavia gli investimenti pubblicitari continuano a vertere sull’advertising tradizionale. In una ricerca diffusa di recente, la Nielsen sostiene che la colpa è da attribuire all’estrema indipendenza del media in questione: un linguaggio insolito e metodi di misurazione ancora in sviluppo, di certo non aiutano l’orientamento dei marketers. Focalizzandoci solo sulla questione dei video online, ci chiediamo se è davvero necessario modificare l’approccio e cestinare tutte le regole che riguardano l’era televisiva.

Una ricerca effettuata dalla Millward Brown sostiene che i video online possono essere considerati come un buono strumento di marketing, proprio perché il consumatore sembra essere più ricettivo. Il 46% dei partecipanti al sondaggio, sostiene di prestare attenzione ai video online, contro il 30% degli spot televisivi. Inoltre, il 72% dei partecipanti ammette di distrarsi con altre attività durante gli spot televisivi, mentre questo accade solo con 33% degli intervistati per quanto riguarda le attività online. Le persone prestano molta più attenzione alla pubblicità online perché scelgono loro stessi di relazionarsi con il contenuto, di essere esposti a contenuti brandizzati, a prescindere dall’jnteresse. Questo porta ad un aumento dell’awarness, favore per il brand e considerazione.

La ricerca Millward Brown ha mostrato che le esposizioni online aiutano a disporre bene i consumatori verso un brand (rispetto al 35% della TV) e per il 47% aumentano la considerazione (rispetto al 37%). E’ importante per i marketer riconoscere ulteriori benefici nell’aggiungere i video online all’esistente media mix. Mentre il reach del video online potrebbe risultare inferiore se comparato con quello televisivo (per ora), c’è un alto potenziale di catturare l’audience, nel momento in cui interagiscono attivamente con il contenuto online. I marketer posono estendere e accrescere la brand awarness creata con lo spot televisivo, realizzando video online che sono rilevanti per la mentalità e l’interesse del consumatore. La ricerca indica anche che i video online creano più intrattenimento e sono divertenti; inoltre possono implementare le strategie di offline marketing. Di certo l’audience in target differisce a seconda del brand e dalla campagna. Ma è ormai risaputo il ruolo critico del video online nella misura in cui determina e sancisce i criteri di una campagna di successo.

Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Forum della Comunicazione digitale 2010

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forum.jpgContinua la serie di appuntamenti digital: il 10 febbraio presso Palazzo Mezzanotte in Piazza Affari, Milano si terrà il Forum della Comunicazione Digitale, cui noi di PromoDigital parteciperemo.
Si tratta dell’appuntamento annuale dove innovatori e top manager delle imprese e della pubblica amministrazione si incontrano per fare network, aprire opportunità; ed allo stesso tempo dialogare con rappresentanti delle istituzioni, dei media, delle università, delle associazioni per promuovere lo sviluppo della comunicazione digitale come leva per l’innovazione nelle aziende e la semplificazione della vita delle persone.

Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Coinvolgere e investire: i nuovi trend del marketing online

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images.jpgSebbene la crisi non abbia risparmiato nemmeno il digital marketing, i marketer sono assolutamente ottimisti per quanto riguarda i trend del 2010, come sottolineati nella ricerca effettuata Society of Digital Agencies (SoDA).
Il report “2010 Digital Marketing Outlook” ha trovato che l’81% delle proiezioni effettuate dai brand executive prospettano un incremento dei progetti incentrati sul digital per quest’anno, e la metà di loro sposterà parte del budget dall’adv tradizionale al digital. Più dei tre quarti dei partecipanti alla ricerca invece pensa che il nuovo trend economico incentiverà ancora maggiori investimenti nel settore.Inoltre si sottolinea come le applicazioni sui social network sono tra le attività preoritarie nel 2010, seguiti molto da vicino dalle infrastrutture digitali.
Mentre il social media marketing sembra essere settato al primo posto nella mente dei marketer, una maggioranza dei rispondenti considare alcune attività digitali poco importanti, con solo i giochi fallendo ad ispirare diffuso interesse.Gli investimenti nei media tradizionali, si sono rivelati stagnanti e sono addirittura arrivati a decrescere, mentre la spesa nelle attività digitali è risultata essere in alcuni casi addirittura superiore registrando un aumento del 30%. Questo aumento, probabilmente è da attribuire alla crescente importanza dei social network.
Le misure di coinvolgimento, quindi, devono essere più efficaci: per tanto parlando di indici di misurazione, il tempo trascorso sulle pagine di un sito diventa un dato imprescindibile, seguito a ruota dalle visite uniche delle pagine. Infine la ricerca pone l’accento sull’importanza nel precorrere i tempi, approcciando canali in continua evoluzione con dialoghi che abbiano una certa rilevanza per l’utente.
Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

PromoDigital @ Ilas

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ilas.jpgCome poteva mancare PromoDigital in uno dei più importanti centri studio del sud Italia?

Si tratta dell’Istituto Superiore della Comunicazione - ILAS diventato, negli anni un punto di riferimento per tutti coloro che decidono di percorrere la strada professionale della comunicazione.

La partnership didattica nasce dalla volontà, di due realtà giovani ma nello stesso profondamente innovative, di realizzare un percorso che inserisca nel marasma dello studio universitario anche quella che oggi probabilmente apre un più ampio sbocco ai neofiti della comunicazione, ovvero il web e i socialmedia.

Ed è per questo che Dario terrà una serie di incontri con gli studenti, per approfondire le tematiche del Buzz Marketing nei social media.

Stay Tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Cos’è il ROI applicato ai Social Media?

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Cos’è il ROI applicato ai social media? Come posso misurarlo? Spesso ci vengono poste queste domande e il modo di rispondere più appropriato sarebbe “Qual è il Roi del tuo telefono?”. Ma mi rendo conto che in alcuni casi non sarebbe appropriato rispondere in maniera così disinvolta.

Per spiegarmi meglio sarebbe meglio puntare su una serie di esempi relativi ad operazioni di successo condotte sui social media.

Lo standard dovrebbe essere rappresentato da una domanda di questo tipo: “In cosa consiste il successo di una campagna?”; “Perché tentiamo di misurare tutti gli aspetti dei social media come se si trattasse di un canale tradizionale?”. I social media toccano ogni sfaccettatura del business e dovrebbero essere visti più come l’estensione di un buon progetto. Alex Bogusky Co-Chairman della Crispin Porter & Bogusky dice bene quando sostiene che:”Non si può comprare l’attenzione di nessuno. Avere un budget di dimensioni spropositate, non è determinante nei social media…. Il paradigma valido per i vecchi media sosteneva pay to play. Adesso vinci solo se scendi realmente in campo”.

Gli esempi mostrati nel video, sono la prova evidente del fatto che i social media se propriamente usati, possono solamente migliorare la situazione dei brand. Ma che dire di quei brand che ancora sono scettici nell’utilizzo dei social media? Quali sono i costi del non fare nulla? La mia domanda ha delle evidenti sfaccettature provocatorie; forse, però, un ulteriore modo di guardare al ROI nei social media potrebbe essere porsi la seguente domanda: qual è il rischio dell’inattività?

Per approfondimenti consiglio anche la lettura di Search Engine Watch di Erik Qualman autore di Socialnomics

Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

PromoDigital on the road

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bannerlibro3.jpgSiamo lieti di annunciarvi la distribuzione di “Buzz marketing nei social media” on the road!
No, non ci vedrete distribuirlo in semplici banchetti sui lungomari o lungofiumi delle vostre città, bensì potrete trovarlo in alcuni selezionatissimi Autogrill; e tutto questo solo per allietare le vostre pause tra un km e l’altro (mal che vada potrete sempre acquistarlo qui). Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

E team fu!

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twitter.jpgDopo le recenti novità promosse da Twitter, non potevamo non adeguarci: da oggi potrete seguire anche la lista @PromoDigital/team, e sbirciare i tweet di tutti coloro che collaborano con PromoDigital!
Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Asta interrotta, BlogBabel a Liquida

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liquida_blog_babel.jpgComplimenti a Liquida, Banzai e ovviamente a Ludovico. Ci dispiace soltanto che la transazione non sia stata effettuata all’interno di ebay, avendo noi fatto un’offerta congiunta con Develer a 40.150 euro che, prima della chiusura anticipata, risultava essere la più alta (quanto accaduto ha inesorabilmente generato un fiume di considerazioni nei social network e nella blogosfera).
Fermo restando la possibilità data da ebay di annullare un’asta prima della scadenza ci sarebbe piaciuto un confronto aperto, alla luce del sole come ci sembrava nelle intenzioni di Ludovico… del resto aveva optato lui per questo tipo di “canale di vendita aperto e pubblico”. In ogni caso in bocca la lupo ed ancora complimenti Paolo.

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

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