Social network e community, sono uno strumento innovativo per coinvolgere gli utenti-consumatori in un dialogo aperto sul web. Nello stesso tempo però, costituiscono un labirinto intricato, che in molti non sanno come percorrere. Il Buzz marketing rappresenta un insieme di tecniche innovative di comunicazione per implementare l’engagement tra brand e consumatori, generando passaparola positivo. BuzzCamp ha come obiettivo fornire ai partecipanti gli strumenti adatti alla comprensione e alla gestione delle principali problematiche legate al web 2.0, con focus specialistico sul passaparola online.
Il training è pensato come un vero e proprio “crash course full day”, tenuto dai nostri Buzz Coordinator, della durata massima di una giornata lavorativa, in cui mettere in pratica le conoscenze acquisite e analizzare divrese case history.
L’offerta formativa si suddivide per fasce di competenza:
RED BELT: beginner
BLACK BELT: intermediate
BUZZ LEGEND: advanced
I corsi sono strutturati per completare la panoramica sugli strumenti e le tecniche relativi al web 2.0, e si rivolgono a:
Il web è ormai diventato cosa nota, anzi notissima. Tuttavia gli investimenti pubblicitari continuano a vertere sull’advertising tradizionale. In una ricerca diffusa di recente, la Nielsen sostiene che la colpa è da attribuire all’estrema indipendenza del media in questione: un linguaggio insolito e metodi di misurazione ancora in sviluppo, di certo non aiutano l’orientamento dei marketers. Focalizzandoci solo sulla questione dei video online, ci chiediamo se è davvero necessario modificare l’approccio e cestinare tutte le regole che riguardano l’era televisiva.
Una ricerca effettuata dalla Millward Brown sostiene che i video online possono essere considerati come un buono strumento di marketing, proprio perché il consumatore sembra essere più ricettivo. Il 46% dei partecipanti al sondaggio, sostiene di prestare attenzione ai video online, contro il 30% degli spot televisivi. Inoltre, il 72% dei partecipanti ammette di distrarsi con altre attività durante gli spot televisivi, mentre questo accade solo con 33% degli intervistati per quanto riguarda le attività online. Le persone prestano molta più attenzione alla pubblicità online perché scelgono loro stessi di relazionarsi con il contenuto, di essere esposti a contenuti brandizzati, a prescindere dall’jnteresse. Questo porta ad un aumento dell’awarness, favore per il brand e considerazione.
La ricerca Millward Brown ha mostrato che le esposizioni online aiutano a disporre bene i consumatori verso un brand (rispetto al 35% della TV) e per il 47% aumentano la considerazione (rispetto al 37%). E’ importante per i marketer riconoscere ulteriori benefici nell’aggiungere i video online all’esistente media mix. Mentre il reach del video online potrebbe risultare inferiore se comparato con quello televisivo (per ora), c’è un alto potenziale di catturare l’audience, nel momento in cui interagiscono attivamente con il contenuto online. I marketer posono estendere e accrescere la brand awarness creata con lo spot televisivo, realizzando video online che sono rilevanti per la mentalità e l’interesse del consumatore. La ricerca indica anche che i video online creano più intrattenimento e sono divertenti; inoltre possono implementare le strategie di offline marketing. Di certo l’audience in target differisce a seconda del brand e dalla campagna. Ma è ormai risaputo il ruolo critico del video online nella misura in cui determina e sancisce i criteri di una campagna di successo.
Quella che sto per raccontarvi è una storia. Una storia di Natale, ma che si può dire sia iniziata in uno di quei giorni, freddi e invernali dell’anno che ormai ci sta per lasciare, quando una forza oscura chiamata “Crisi” iniziava a tramare la sua fitta rete di dolore e disperazione.
I mesi passavano e la Crisi continuava ad intrappolare migliaia di risparmiatori e famiglie in una stretta morsa. Le stagioni continuavano inesorabilmente a darsi il cambio ma non s’intravedeva alcun segno di ripresa: la primavera fu quella che subì il colpo più duro, l’estate invece portò almeno un po’ di riposo dalle fatiche lavorative.
Si giunse così pian piano al mite e docile autunno, stagione in cui una forza benevola chiamata “Ripresa” sembrava condurre tutti verso lidi più rasserenanti. La gente riprese a sperare e il “Carovita”, braccio destro della Crisi, era ormai solo un vecchio e scomodo ospite che stava per uscire dalla porta sul retro. Ma eccoci di nuovo sulla soglia del freddo inverno e la Crisi, come un male oscuro, sembrava riprendere vigore e allungare i suoi malefici tentacoli sul nostro Natale: tutto troppo caro! Il panico prese largo e alcuni video che minacciavano il Natale e i suoi simboli caratterizzanti iniziarono a girare per la rete:
La gente così impressionata iniziò a preoccuparsi e a chiedersi Chi salverà il nostro Natale?
Anche per questo Natale PromoDigital ha deciso di sostenere l’ormai celebre iniziativa Lista dei Desideri si arricchisce di nuovi doni e lancia la campagna per trasformare un regalo “DA FUTILE AD UTILE”.
E, come lo scorso anno, ci impegnamo a devolvere, per i primi 100 post che ci aiuteranno a sensibilizzare la blogosfera, una piccola cifra per ogni contributo sull’iniziativa.
Ci permettiamo quindi di chiedere l’aiuto di tutti per diffondere il video nei social network, da facebook a twitter, da delicious a friendfeed. E ovviamente anche nei blog. Daremo così un contributo concreto per la realizzazione dei progetti Save the Children.
Grazie sin da ora a tutti coloro che decideranno di aiutarci, aspettiamo i vostri link!
Sono finalmente arrivate le t-shirt Nokia per i blogger che segnaleranno nei propri spazi il video relativo al nuovo advergame The Big Escape:
Le informazioni a riguardo non sono ancora molte ma nel sito ci si può già registrare per essere informati nei prossimi step della nuova iniziativa Nokia in partenza il primo dicembre (si intravede un ragazzo che fugge: da cosa starà scappando?).
Se qualcuno volesse partecipare non esiti a contattarci, grazie e alla prossima!
Ieri è stato un pomeriggio molto particolare. Al Nhow di via Tortona infatti si è tenuto un minievento per il lancio in Italia della linea di shampoo Herbal Essences. Ospite dell’incontro il londinese Ben Cooke, uno degli hair stylist più ricercati e stimati, il preferito di diverse top celebrity quali Leona Lewis, Gwyneth Paltrow e i coniugi Beckham. Le blogger da noi invitate hanno così avuto l’opportunità non solo di scoprire tutti i prodotti della linea Herbal, ma anche di strappare qualche consiglio Ben, l’ambassador della linea di shampoo per l’Europa Occidentale che da qualche mese è possibile trovare anche in Italia.
Un incontro caratterizzato da un’atmosfera calda, intima, rilassata e informale, dove slide e presentazioni hanno lasciato il posto al dialogo e a domande e cuorisità per rendere i capelli visibilmente sani e luminosi.
Un ringraziamento a tutte le ragazze intervenute e anche a quelle che per un motivo o per l’altro non hanno potuto partecipare, la nostra speranza è che presto ci siano altre occasioni come quella di ieri.
(ecco uno scatto dell’evento di umbazar via delymyth)
Cos’è il ROI applicato ai social media? Come posso misurarlo? Spesso ci vengono poste queste domande e il modo di rispondere più appropriato sarebbe “Qual è il Roi del tuo telefono?”. Ma mi rendo conto che in alcuni casi non sarebbe appropriato rispondere in maniera così disinvolta.
Per spiegarmi meglio sarebbe meglio puntare su una serie di esempi relativi ad operazioni di successo condotte sui social media.
Lo standard dovrebbe essere rappresentato da una domanda di questo tipo: “In cosa consiste il successo di una campagna?”; “Perché tentiamo di misurare tutti gli aspetti dei social media come se si trattasse di un canale tradizionale?”. I social media toccano ogni sfaccettatura del business e dovrebbero essere visti più come l’estensione di un buon progetto. Alex Bogusky Co-Chairman della Crispin Porter & Bogusky dice bene quando sostiene che:”Non si può comprare l’attenzione di nessuno. Avere un budget di dimensioni spropositate, non è determinante nei social media…. Il paradigma valido per i vecchi media sosteneva pay to play. Adesso vinci solo se scendi realmente in campo”.
Gli esempi mostrati nel video, sono la prova evidente del fatto che i social media se propriamente usati, possono solamente migliorare la situazione dei brand. Ma che dire di quei brand che ancora sono scettici nell’utilizzo dei social media? Quali sono i costi del non fare nulla? La mia domanda ha delle evidenti sfaccettature provocatorie; forse, però, un ulteriore modo di guardare al ROI nei social media potrebbe essere porsi la seguente domanda: qual è il rischio dell’inattività?
Per approfondimenti consiglio anche la lettura di Search Engine Watch di Erik Qualman autore di Socialnomics
Una ricerca compiuta dalla Nielsen Global Online Consumer sottolinea come un consiglio proveniente da conoscenze personali o postato dai consumatori online, sia la forma più convincente di advertising. Lo studio si basa su un campione di circa 25.000 internet user residenti in 50 diversi paesi.
Il 90% dei consumatori crede ai consigli di una persona conosciuta ma il il 70% crede in ciò che consumatori sconosciuti postano online. L’esplosione del CGM (consumer generated media) negli ultimi anni è notevolmente aumentata, e questo vuol dire che il consumatore è influenzato nelle decisioni d’acquisto, dal passaparola, e nello stesso tempo da persona che postano commenti nel web.
Il monitoraggio, durato due anni, rivela che le sponsorizzazioni online realizzate dai brand hanno fatto si che si innalzassi il livello di fiducia da parte dei consumatori: siamo passati, infatti, dal 49% al 64%, dato rilevato ad aprile 2009, regalando un + 15% alle attività svolte online. Ma veniamo al motivo di questo post: circa l’80% degli italiani si fida di quelle opinioni che gli altri consumatori postano nel web, seguiti dai cugini d’oltralpe e i cinesi . In testa troviamo solo i Vietnamiti con l’81%. Questo dovrebbe essere un dato che rassicura definitivamente gli scettici ed elimina qualsiasi tipo di dubbio sull’efficacia del passaparola.
Ovviamente mi sono soffermato su questo dato perché è quello che riguarda la sfera del buzz più da vicino, per ulteriori dettagli potete consultare direttamente la ricerca.
Segnatevi questa data: 20 Novembre 2009 ore 11:00. Si terrà la prima conferenza stampa del Wommi. La sala Assemblee di palazzo Belgioioso, Piazza Belgioioso 2, a Milano ospiterà l’evento, e per tutti quelli che intendessero prendervi parte, l’ingresso è libero.
Il neo eletto presidente Enrico Pozzi darà inizio ai lavori presentando lo scopo e gli obiettivi del progetto. Successivamente interverranno Luca Basilico, Andrea Febbraio, Vittorio Meloni, Mirko Pallera e Stefano Vitta, promotori del Wommi.
Per ulteriori informazioni potete scrivere a info@wommi.it.
Alex di Ninjamarketing ci ha dato la possiblità di avere un piccola preview di un nuovo libro in uscita molto interessante per quanto riguarda le tematiche odierne del rispetto del Pianeta, scritto da John Grant a cura di Antonella Carù e con un saggio di Alex Giordano e Mirko Pallera.
Come giustamente fa notare già dalle prime pagine del libro Antonella Carrù nella sua prefazione, stiamo parlando di una tematica che ormai fa parte del quotidiano già da un po’ di anni, ma che solo da poco sta interessando direttamente il marketing.
Se è vero che il marketing deve supportare la creazione di valore non solo per i clienti, ma per la società in generale, è importante riflettere sul valore che nuove strategie consapevoli possono apportare ai consumatori. Assistiamo già da un po’ grazie anche al Web 2.0 alla nascita di scambio di informazioni tra cittadini, che si tramutano in gruppi d’acquisto solidale e altre pratiche che mettono in risalto il tanto discusso prosumer, in grado si dare maggiore attenzione al reciclo, al risparmio e al riutilizzo dei materiali.
Il libro si propone di trovare una convivenza tra marketing ed ecologia, in modo tale che l’ambiente e business si incontrino.
Quanto è importante che questa filosofia sia propria di un azienda già dalla stessa concezione del prodotto, in modo che anche la comunicazione possa essere spostata dal prodotto stesso, al valore che questo apportà alla comunità?
I Ninja raccontano anche alcune loro case history creative, con le quali alcuni brand hanno avuto la possibilità di comunicare il lorovalore aggiunto nell’interesse dei suoi consumatori e in qualche modo educarli, al fine di collaborare tutti ad un futuro più Green! E’ si perchè anche le aziende sono fatte di persone, che sempre di più dovranno tenere in considerazione la Terra in cui viviamo.
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