Kevin Kelly, da vero innovatore, anticipava molti anni fa alcuni fenomeni sociali che hanno poi caratterizzato il nostro mondo interconnesso. Egli delineava nei suoi libri una società ed una economia dominate dalla logica delle reti introducendo la metafora dello sciame per spiegare come una miriade di elementi ‘stupidi’, collegati tra loro, possa dare forma ad una ragnatela complessa dotata di un potere molto più grande della somma delle parti che la compongono.
Internet e le nuove tecnologie hanno permesso alle persone di agire insieme con modalità inedite e in situazioni in cui l’azione collettiva era stata fino ad allora impossibile .La convergenza tecnologica ha consentito di dare nuove risposte a domande antiche sul come permettere a individui in concorrenza tra loro di lavorare insieme e di apprendere come farlo. L’incontro tra le nuove tecnologie e la tendenza umana a socializzare fornisce oggi agli individui l’opportunità di fare cose nuove insieme collaborando su una scala e in modi fino ad oggi impensabili ed impossibili.
E’ evidente che tale configurazione offra infinite nuove applicazioni nel Management e nella gestione dell’impresa.
Aggiornando la nostra prospettiva, possiamo vedere le imprese come un insieme di organizzazioni caratterizzate da reti di relazioni complesse e paritarie fondate sullo scambio e la condivisione e che assumono forme estese ed integrate di veri e propri ecosistemi. In queste reti molti attori, siano essi dipendenti, clienti, consumatori ecc. assumono un ruolo sempre più interattivo e proattivo dando forma a nuovi modelli e realtà che si autoproducono e che generano cambiamenti profondi nelle tecniche di comunicazione.
L’evoluzione del marketing diviene a questo punto inevitabile, i social media(Blog e social network in primis) diventano un nuovo e delicato veicolo comunicativo e gli internauti (tecnicamente più preparati dei classici consumatori) acquisiscono un ruolo sempre più proattivo (il consumer si evolve in prosumer) ed influenzano costantemente le rispettive decisioni. Il buzz marketing si sta lentamente imponendo(in termini di efficacia) sulle più “classiche” tecniche di comunicazione e la risonanza del processo sulla rete sta aprendo forti(a volte pilotati), ma costruttivi, dibattiti…Si sfiora il tema etico spesso senza cognizione di causa e ci si abbandona troppo facilmente a critiche di sfondo qualunquista(raramente di carattere propositivo), ma questo è il bello delle rivoluzioni e chi propone qualcosa di nuovo lo sa….la diversità (anche quella di opinione) è un valore che vogliamo fortemente incentivare per una più serena ed efficace crescita.
“Stay foolish, stay Hungry” suggeriva un sognante Steve Jobs qualche anno fa.
La ricerca PQ Media sulle social media sponsorship
Buzz Marketing, Digital Marketing, Internet, Marketing Non Convenzionale, Research, Social Network, Web 2.0, comunicazione non convenzionale, wom Nessun Commento »
Una recente ricerca PQ Media focalizza la propria attenzione su uno dei settori emergenti del digital, quello delle cosiddette social media sponsorship, che ha fatto registrare una crescita del 13.9% arrivando a 46 milioni di dollari nel 2009 (che, secondo le stime, diventeranno 56.8 milioni di dollari nel 2010). In un mercato nel quale i brand cercano sempre nuove strade per generare engagement ma che segna il declino dell’advertising tradizionale, le sponsorizzazioni legate ad azioni di word-of-mouth marketing digitale assumono sempre maggiore importanza come supporto ai lanci di nuovi prodotti/servizi, eventi, inziative. Con uno metodo di ricerca basato sugli input di diverse dozzine di operatori del settore, agenzie, realtà finanziarie o legate alla vendita, PQ Media ha tentato di delinare lo scenario nel quale le social media sponsorship si sviluppano.
Ecco tre delle considerazioni più rilevanti emerse dall’analisi dei dati:
* Il valore delle paid/non-paid social media sponsorship è cresciuto del 77.6% dal 2004 al 2009, contro una crescita del 2.7% degli investimenti totali nel word-of-mouth marketing nel 2009, 0.5% in più dal 2004;
* Secondo le previsioni di PQ Media, il totale degli investimenti per le social media sponsorship è destinato a crescere del 23.6% nel 2010 in virtù della pressione esercitata dei brand sempre più convinti di incrementare la propria presenza nei social media;
* I social media cash-sponsored rappresentano il segmento con la maggiore crescita in termini percentuali - pari a circa il 37.3% nel 2009 pari a 10.3 millioni di dollari - incremento dovuto alla sempre maggiore necessità dei brand di coinvolgere specifici target di influenzatori/trici, sopratttutto per quel che concerne, nel mondo femminile, giovani ragazze e mamme lavoratrici.
Le conversazioni sponsorizzate aiutano i brand a generare molto più buzz perchè, in virtù dei pagamenti, possono assicurare coperture editoriali su blog, piattaforme video, social network. E, come ricordato da Patrick Quinn, CEO di PQ Media, possono contribuire - se pianificate nella massima trasparenza - a creare relazioni e a realizzare engagement, educando e attivando i (potenziali) consumatori.
Parliamo di Viral
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I video virali iniziarono a circolare prima della nascita dei vari YouTube, Vimeo, Daily Motion utilizzando un metodo ben noto, sin dallla notte dei tempi e ad oggi a noi di PromoDigital, il passaparola realizzato però tramite scambio di email. Uno dei primi “video” virali conosciuti aveva come oggetto l’ormai famigerato “Dancing Baby,” risalente al 1996, è un’ icona molto usata non solo nell’ambito del viral ma anche dalla televisione (vedi ally mac beal), frutto di un’animazione tridimensionale che venne raffinata nello stesso anno da Ron Lussier il quale diede il via alla sua circolazione all’interno degli studi della Lucas Arts; ma il vero boom di questa tipologia di video, divenuto strumento di marketing, è da attribuire senz’altro alla nascita delle piattaforme di video sharing e ovviamente alla diffusione di tecnologie più accessibili. In ogni caso la storia di video virali è ben lungi dall’essere tracciata in maniera definitiva: rimane infatti sempre aperta ad altre eventuali interpretazioni e aggiunte.
Dopo questo brevissimo excursus storico, arriviamo ai giorni nostri. E’ evidente, come ormai quello dei video virali è diventato un vero e proprio fenomeno di costume, che coinvolge i geek più sfrenati e nello stesso tempo anche i semplici utenti. Da qualche giorno girano in rete una serie di classifiche sui video vere e proprie leggende virali del 2009. Ovviamente paese che vai, blog e classifica che trovi; ma noi abbiamo selezionato alcuni video che possono tranquillamente fungere da comun denominatore alle varie classifiche individuate nel world wide web:
Piano stairs – Volkasvagen
HD camera Challenge – Samsung
Dance – T-mobile
Roller babies – Evian
Ma il virale non è solo un affare da “azienda”; numerosi sono infatti i video user generated che hanno spopolato in rete:
David after dentist
Inspired bicycles
Jk wedding dance.
Susan Boyle non saprei dove inserirla….. In ogni caso le fonti sono molteplici e qualche video certamente ci sarà sfuggito, per cui, cari lettori, attendiamo con ansia di conoscere i vostri gusti, suggerimenti e commenti in materia di viral hit. Una sola regola: che i video siano usciti nell’anno appena passato!
Stay tuned!
Ieri è stata una giornata piuttosto movimentata, visto che parte del Team PromoDigital era impegnato allo IAB Forum, mentre alcuni erano presenti all’evento per la presentazione della nuova scarpetta da calcio Adidas Predator X. Con altre agenzie stiamo collaborando per il suo lancio e non ci abbiamo pensato due volte, per farci fare un bellissimo autografo dal giocatore romano e della nazionale itaiana Daniele De Rossi !
Parte del Team di PromoDigital è oggi allo IAB di Milano con uno stand dedicato al buzz marketing come potevate immaginare. Allo IAB forum il tempo vola per i bei incontri che si fanno con vecchi amici del settore e nuovi appassionati del settore dl Digital Marketing. Questo è uno dei motivi per cui il tempo vola, ma questa volta abbiamo volare fino a Natale regalando come gadget delle palline di natale magenta “We Love Buzz” !
E’ vero abbiamo osato, ma non ci aspettavamo una risposta così immediata da parte delle persone che sono passati a visitarci, ricevendo qualche bel complimento per la creatività “Vi abbiamo fatto due palle così con il buzz”.
Un occasione in più per toglierci un po’ di stress addosso giunti ormai verso la fine dell’anno e un piccolo umorismo in ottica web :-). Spero piaccia anche a voi!!
PromoDigital anche quest’anno allo IAB FORUM
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Anche quest’anno - dopo la bella esperienza del workshop della scorsa edizione - saremo presenti allo IAB Forum (Comunicazione Interattiva Conference & Expo per esteso) in programma i prossimi 3 e 4 novembre presso il Convention Centre Fiera Milano City.
Avremo una posizione più centrale rispetto ad un anno fa - stand 26, quasi al centro dell’area espositiva - e saremo a vostra completa disposizione per offrirvi tutte le informazioni sui nostri servizi legati al passaparola online, per mostrarvi alcuni dei progetti che abbiamo realizzato, per sfogliare insieme il libro “BUZZ MARKETING NEI SOCIAL MEDIA“, per parlarvi della nostra community e, last but not least, per regalarvi un piccolo gadget (provate a capire di cosa si tratti nell’immagine “oscurata”…).
Vi aspettiamo numerosi!
Grazie sin da ora e a presto
Buzz marketing nei social media, il libro
Buzz Marketing, Interactive Promotion, Internet, Marketing Non Convenzionale, PromoDigital, Social Network, Web 2.0, wom 7 Comments »
Ci siamo, da ieri è ufficialmente disponibile nel catalogo di Hoepli - con un piccolo sconto - la nostra prima fatica “letteraria”: Buzz Marketing nei social media, come scatenare il passaparola on-line (cliccando qui è possibile fare il download dell’indice, nelle librerie “tradizionali” a partire dal prossimo 5 novembre).
Ovviamente l’oggetto del testo non poteva non essere che il buzz nei social media (che non potevamo non rappresentare che con un’ape!), campo nel quale da due anni combattiamo nel tentativo di convincere i nostri interlocutori a investire sempre di più e a pensarlo come vero e proprio “canale” da affiancare a quelli più tradizionali.
Un libro, dunque, senza alcuna pretesa se non quella di raccontare nostre esperienze dirette accompagnate da riflessioni, spunti e suggerimenti metodologici nati dallo studio di alcune case history. Un testo nato in primis per tentare di rispondere all’esigenza di coloro che, avvicinandosi per la prima volta al mondo del cosiddetto web 2.0, cercano una risorsa che permetta loro di comprendere, per sommi capi, quali possano essere dei validi approcci per interagire con i consumatori nella Rete. Senza dimenticare però di come il mondo dei social media sia in rapida e continua evoluzione.
Un ringraziamento anticipato a coloro (speriamo siano tanti!) che leggeranno il libro, lo segnaleranno ad amici e colleghi, ci scriveranno per farci conoscere le loro valutazioni o i loro eventuali suggerimenti.
p.s= se avete un blog, iscrivendovi alla wiki potrete tentare di aggiudicarvi una copia del libro!
Come molti di voi sapranno il WOMMA (Word-of-Mouth Marketing Association) è un organizzazione che si occupa di dettare delle linee guida nel dominio del Buzz, Viral e social media marketing.
L’associazione di cui anche PromoDigital fa parte, con altri 400 membri in tutto il mondo, è continuamente ha un codice etico, che sia principalmente in difesa del consumatore, al fine che le attività di passaparola siano un valore aggiunto nel momento della decisione di acquisto di un prodotto. Il codice è periodicamente aggiornato per tener conto della dinamicità del mercato internet.
I fondamentali del WOMMA sono quindi:
* Onestà di Relazione: rivelare sempre per conto di chi si sta parlando;
* Onestà di Opinione: dire esattamente ciò che si pensa;
* Onestà d’Identità: mai occultare la propria identità.
Prima di questa estate sono stati recepiti degli aggiornamenti che vanno nella direzione di anticipare quanto stabilito in questi giorni dalla Federal Trade Commission (FTC).
La FTC, ovvero l’ente americano incaricato della tutela dei consumatori, ha deciso da pochi giorni di aggiornare il regolamento sulla pubblicità, con particolare attenzione anche alle attività di comunicazione e marketing con i blogger.
Ecco qui ili link dove leggere il testo integrale.
Con il WOMMA la FTC collaborerà nell’intento di promuovere questa direttiva verso tutti coloro che si occupano di social media marketing e passaparola online/offline. Per prima cosa monitorando la blogosfera nell’intento di evitare e sanzionare tutti coloro che non dichiarano chiaramente che stanno partecipando ad un test di prodotto o se è stato pagato per scrivere un post su un determinato prodotto. L’intento reale del provvedimento è non tanto quello di bloccare i blogger, ma piuttosto quello di fermare chi tenta di viziarne il la libertà di giudizio o fornire informazioni errate ai consumatori.
Noi crediamo che la trasparenza e il punto di vista reale da parte di un blogger, apporta un valore aggiunto sia per le aziende, che per il servizio che questo può dare alle conversazioni nel web. Al buonsenso dei blogger di dichiarare che hanno testato un prodotto grazie ad un agenzia o un azienda, soprattutto quando questo non è palese per la natura stessa del blog o del post.
Negli Stati Uniti il senso del nuovo provvedimento và nella direzione di rendere obbligatorio da parte del blogger l’indicazione di aver ricevuto gratuitamente un prodotto da testare anche noi ci stiamo pensando, anche se da sempre specifichiamo ai blogger di citare espressamente che sono stati coinvolti in una prova prodotto da PromoDigital.
In un interessante articolo del Journal of Marketing (Sept. 2009, Vol. 73, No. 5), vengono fatte delle affermazioni sul passaparola “Effects of Word-of-Mouth Versus Traditional Marketing: Findings from an Internet Social Networking Site,”.
Come fa notare Dave Dolak, l’intera ricerca condotta da Trusov, Bucklin e Pauwels, mette a confronto i costi di una campagna di marketing tradizionale e i suoi risultati, con quelli ottenuti da una campagna attraverso i social media, a costi inferiori. Il risultato dimostra come una campagna di WOM online abbia un efficacia maggiorerispetto ai media tradizionali, soprattutto nel lungo termine.
A mio parere non possiamo pensare di fare a meno dei media tradizionali e delle forme più “tradizionali” di marketing, che concorrono al momento a generare rumore e conversazioni nelle community e nei social network. Tuttavia è questa ricerca dimostra come sia importante per un brand monitorare e stimolare l’effetto conversazionale che viene a crearsi nel momento di un lancio di un prodotto, o durante tutto il ciclo di vita stesso di un brand.
A seconda del brand infatti, come viene fatto notare giustamente nell’articolo, esiste una fase di passaparola organico (organic WOM), ovvero con nessun intervento strategico diretto da parte dell’azienda. Nella seconda fase contribuiscono in modo molto più efficace, tutte quelle attività di conversational marketing, atte a generare buzz qualitativo, quelloche loro chiamano “Fertilized Word-of-Mouth”.
In conclusione Fertilized Word-of-Mouth aiuta a tenere alto l’interesse verso il prodotto e creare conversazioni attorno ad esso, piuttosto che la mera esposizione.
Yes, PromoDigital IED
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Ieri alle 14:00 io e il mio collega Umberto abbiamo avuto l’onore di farci conoscere dai creativi studenti dello IED di Milano. L’occasione ci è stata fornita dallo staff che cura la didattica IED: si trattava di una lezione e abbiamo ovviamente affrontato i temi che ci vedono attivi come agenzia. Nello specifico ci siamo soffermati sul: Buzz Attack presentando i risultati della campagna Renault Megane che ci ha visto presidiare principalmente forum di discussione automotive; Video Seeding con l’eclatante caso di “Kakà palleggia con due palloni” (penso che molti di voi lo ricorderanno); Blog Buzz con la campanga Bulgari – Omnia Green Jade un successo sia dal punto di vista delle adesioni (le blogger sono letteralmente impazzite) sia dei risultati. I ragazzi, con tutta la comprensione del fatto che fossero le 14:00 di un rovente pomeriggio milanese, hanno mostrato grande partecipazione ed interesse. E’ stata davvero una bella esperienza e spero vivamente di aver gettato le basi di una collaborazione duratura. Per tanto ringrazio di cuore lo staff che cura la didattica dello IED e ovviamente tutti gli studenti! Stay tuned










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