Gen 14
I video virali iniziarono a circolare prima della nascita dei vari YouTube, Vimeo, Daily Motion utilizzando un metodo ben noto, sin dallla notte dei tempi e ad oggi a noi di PromoDigital, il passaparola realizzato però tramite scambio di email. Uno dei primi “video” virali conosciuti aveva come oggetto l’ormai famigerato “Dancing Baby,” risalente al 1996, è un’ icona molto usata non solo nell’ambito del viral ma anche dalla televisione (vedi ally mac beal), frutto di un’animazione tridimensionale che venne raffinata nello stesso anno da Ron Lussier il quale diede il via alla sua circolazione all’interno degli studi della Lucas Arts; ma il vero boom di questa tipologia di video, divenuto strumento di marketing, è da attribuire senz’altro alla nascita delle piattaforme di video sharing e ovviamente alla diffusione di tecnologie più accessibili. In ogni caso la storia di video virali è ben lungi dall’essere tracciata in maniera definitiva: rimane infatti sempre aperta ad altre eventuali interpretazioni e aggiunte.
Dopo questo brevissimo excursus storico, arriviamo ai giorni nostri. E’ evidente, come ormai quello dei video virali è diventato un vero e proprio fenomeno di costume, che coinvolge i geek più sfrenati e nello stesso tempo anche i semplici utenti. Da qualche giorno girano in rete una serie di classifiche sui video vere e proprie leggende virali del 2009. Ovviamente paese che vai, blog e classifica che trovi; ma noi abbiamo selezionato alcuni video che possono tranquillamente fungere da comun denominatore alle varie classifiche individuate nel world wide web:
Piano stairs – Volkasvagen
HD camera Challenge – Samsung
Dance – T-mobile
Roller babies – Evian
Ma il virale non è solo un affare da “azienda”; numerosi sono infatti i video user generated che hanno spopolato in rete:
David after dentist
Inspired bicycles
Jk wedding dance.
Susan Boyle non saprei dove inserirla….. In ogni caso le fonti sono molteplici e qualche video certamente ci sarà sfuggito, per cui, cari lettori, attendiamo con ansia di conoscere i vostri gusti, suggerimenti e commenti in materia di viral hit. Una sola regola: che i video siano usciti nell’anno appena passato!
Stay tuned!
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Ott 28
State pensando anche voi quello che penso io? Molti di voi sicuramente avranno frainteso..
Premessa: si tratta di una ricerca compiuta dall’agenzia inglese INLINE che dimostra come i media tradizionali tra cui i giornali (che agiscono sulle giovani menti francesi e inglesi in misura maggiore rispetto al resto degli europei) abbiano “potere di influenzare” i giovani consumatori, che la loro controparte in età più avanzata. L’advertising classico, invece, è l’ultimo mezzo ad influenzare le decisioni d’acquisto degli europei.
La ricerca inoltre ha evidenziato come il principale ostacolo alla capacità di influenzare le decisioni d’acquisto, sia la credibilità della fonte online. D’altro canto però è da sottolineare come sia in netto aumento la percentuale di persone (consumatori europei) che si fida cecamente del consiglio di un parente o di un amico (20%).
Arriviamo dunque a noi: e gli italiani? Si, sono i consumatori maggiormente interessati al dialogo online con i brand. Li seguono principalmente sui social network, permettendo così di registrare un primato più che positivo rispetto ai concittadini europei. Inoltre ha anche la percentuale più bassa di consumatori che ripongono scarsa fiducia nel mezzo, e sono secondi solamente agli inglesi.
In conclusione questa ricerca dimostra come il web in generale e le pratiche di passaparola rappresentano una strategia vincente e, cosa non meno importante, dove noi italiani, chiaramente, lo facciamo meglio!
Stay tuned!
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Set 09
Una recente ricerca Nielsen conferma l’importanza delle conversazioni tra consumatori sia online che offline. La ricerca, effettuata su 25.000 persone e in 50 paesi differenti, mostra come i consigli personali e le opinioni pubblicate online dai consumatori rappresentano le forme di advertising ritenute più affidabili.
Mentre 9 consumatori su 10 si fidano delle persone che conoscono direttamente (90%), 7 su 10 si fidano delle opinioni delle persone online (70%). In un momento in cui i social media si mescolano alla vita reale, con una distinzione sempre meno netta tra online e offline, possiamo riflettere sull’impatto che il passaparola ha su un brand.

I consumatori italiani sono al secondo posto (80% ) tra coloro che si fidano delle opinioni pubblicate online.

via: IAB blog
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Set 03
In un interessante articolo del Journal of Marketing (Sept. 2009, Vol. 73, No. 5), vengono fatte delle affermazioni sul passaparola “Effects of Word-of-Mouth Versus Traditional Marketing: Findings from an Internet Social Networking Site,”.
Come fa notare Dave Dolak, l’intera ricerca condotta da Trusov, Bucklin e Pauwels, mette a confronto i costi di una campagna di marketing tradizionale e i suoi risultati, con quelli ottenuti da una campagna attraverso i social media, a costi inferiori. Il risultato dimostra come una campagna di WOM online abbia un efficacia maggiorerispetto ai media tradizionali, soprattutto nel lungo termine.
A mio parere non possiamo pensare di fare a meno dei media tradizionali e delle forme più “tradizionali” di marketing, che concorrono al momento a generare rumore e conversazioni nelle community e nei social network. Tuttavia è questa ricerca dimostra come sia importante per un brand monitorare e stimolare l’effetto conversazionale che viene a crearsi nel momento di un lancio di un prodotto, o durante tutto il ciclo di vita stesso di un brand.
A seconda del brand infatti, come viene fatto notare giustamente nell’articolo, esiste una fase di passaparola organico (organic WOM), ovvero con nessun intervento strategico diretto da parte dell’azienda. Nella seconda fase contribuiscono in modo molto più efficace, tutte quelle attività di conversational marketing, atte a generare buzz qualitativo, quelloche loro chiamano “Fertilized Word-of-Mouth”.
In conclusione Fertilized Word-of-Mouth aiuta a tenere alto l’interesse verso il prodotto e creare conversazioni attorno ad esso, piuttosto che la mera esposizione.
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Lug 15
Il bello di lavorare e comunicare attraverso i social media è che si ha la possibilità di condividere punti di vista e ascoltare quelli degli altri. Proprio perchè dietro uno schermo ci sono delle persone, è bello potersi confrontare su tematiche che ci appassionano ogni giorno. Da un articolo di approfondimento di Gianluca Diegoli su Apogeo Online è infatti nata una interessante conversazione dove i nostri Umberto (umbazar) ed Andrea (womarketing) in qualità di appartenenti allo staff PromoDigital ma anche - e soprattutto - in qualità di blogger, hanno dato il loro contributo esponendo il loro punto di vista e le loro convinzioni circa le attività di passaparola online. Non aggiungo nulla, lascio semplicemente qui la possibilità di assistere o partecipare al dialogo:
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Lug 10
Nell’ultimo post abbiamo parlato di una nuova ricerca Mediaedge:cia circa i contenuti generati dagli utenti e l’impatto sulla brand reputation.
Questa volta è la Nielsen a pubblicare una sua ricerca molto interessante sul passaparola sia online che offline. Ancora una volta le opinioni delle persone (peer-to-peer) sono quelle con maggiore inpatto sulle decisioni di acquisto, rispetto ad altri media e forme di advertising.
Interessante come ci fidiamo molto delle persone che conosciamo, qualora il passaparola avvenga face-to-face, mentre siano le persone che non conosciamo (ma di cui ci fidiamo per la loro reputazione online, o per affinità), ad influenzare le notre opinioni su un prodotto o servizio quando leggiamo delle recensioni online.
Abbiamo sintetizzato qui qualche punto interessante:
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Lug 08
Mediaedge:cia ha rilasciato alcuni dati di una ricerca incentrata sugli User Generated Content (contenuto generato dagli utenti). E’ stato affrontato un argomento particolarmente interessante per chi si occupa di comunicazione e marketing 2.0, dove gli utenti sono chiamati in prima persona a partecipare alla co-creazione di contenuti online per prodotti e servizi.
La ricerca è stata condotta su oltre 11.000 persone tra i 16 e i 35 anni, in 22 Paesi nel mondo (tra cui l’Italia), prendendo appunto come riferimento la Consumer Creative Partecipation: iniziative di comunicazione promosse da un brand coinvolgendo il pubblico.
Julian Prat direttore di MediaLab (Mediaedge) sottolinea come il brand abbia l’opportunità di coinvolgere i consumatori nelle attività di marketing e comunicazione, instaurando delle relazioni basate sulla reciprocità e lo scambio bilaterale.
Diamo i numeri:
- Il 50% degli intervistati afferma che la loro opinione su un brand migliorerebbe se fossero chiamati a partecipare attivamente ad esprimere opinioni o generare contenuti su di lui (in Italia sale al 67%).
- I contenuti sono generati in Italia per il 50% da uomini e 50% da donne (egualianza perfetta!)
- Se il 7% deli italiani sono già stati chiamati a produrre contenuti su un brand ben il 47% dichiara di essere disponibile a farlo in futuro. Se fai parte di uno di quel 47% puoi sempre iscriverti alla nostra community.
- L’80% dei co-creatori sono iscritti ad almeno un social network. Incredibile come siano le stesse iniziative a scatenare passaparola, dato che il 70% degli italiani afferma che se coinvolto in una campagna CCP lo direbbe anche ai suoi amici.
Lo scopo non è vendere, ma creare una predisposizione verso un nuovo modo di fare comunicazione e sollecitare il passaparola e le raccomandazioni personali. Diventa in questo modo un opportunità di dialogo per raccogliere quelle che sono i reali sentimenti dei consumatori verso il brand, dove non possiamo aspettarci solo conversazioni positive, ma abbiamo l’opportunità di trasformare i detrattori in advocacy grazie ai loro consigli per migliorare i nostri prodotti o servizi.
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Lug 06
I bambini Evian, da qualche giorno si aggirano per la rete. Come è noto ai più, l’acqua Evian si “distingue” dalle altre per le sue proprietà “pro youth”; sono on air, proprio in questi giorni per ricordarci la sopra citate caratteristiche, una serie di video virali imperniati sul concetto di “giovinezza”. L’obiettivo è lanciare il nuovo sito evianliveyoung.com: gli Evian roller babies, dopo essersi ribellati a passeggini e box, si preparano a scatenare un bel po’ di passaparola con Baby moonwalk e baby breakdance.Collegandovi al sito potrete inoltre arrivare facilmente ai loro profili Facebook.
Divertente campagna online (anche se forse non del tutto originale) realizzata sulla falsariga della precedente, che vedeva i nostri amici dimenarsi in non proprio realistiche coreografie di nuoto sincronizzato.
Stay tuned!
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
Giu 22
Oggi parliamo di SkillClub, la nuova sezione di giochi online realizzata da Lottomatica. Nemmeno Promodigital, che grazie a Lottomatica ha avuto a disposizione una promo-card, ha saputo resistere alla tentazione e, così, tra un progetto e l’altro tutto il team si è cimentato in tour de force di giochi.
Dopo la registrazione, effettivamente un po’ lunga e dettagliata, imputabile alla necessità di garantire sotto tutti gli aspetti il conto-gioco dei singoli utenti, si capisce subito che cosa vuol dire “community-game”: l’utente ha la possibilità di creare una vera e propria rete di amicizie. Caratteristica distintiva della community è, inoltre, il Guestbook sul quale altri utenti possono lasciare commenti, pensieri o iniziare semplicemente a fare amicizia.
La gamma dei giochi è molto ampia, ma soprattutto è in grado di accontentare anche i giocatori più esperti ed esigenti. Skill Club si articola in diverse categorie: dai rompicapo, ai giochi d’azione; dai giochi di parole a quelli di strategia e così via, che mettono in palio premi in denaro decisamente invitanti anche per chi non ama “investire” cifre troppo elevate. Per chi vuole semplicemente divertirsi, invece, c’è la possibilità di giocare gratuitamente guadagnando punti e facendo progredire lo status del proprio personaggio.
Quindi che dire!?! Non vi rimane che provare, e raccontarci le vostre opinioni.
Stay tuned!
Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital
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