PromoDigital + WIKIO: le nuove opportunità

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presentazione_promodigital_wikioIeri, nella splendida cornice del Bulgari Hotel, abbiamo reso pubblica la notizia circa il nostro ingresso a tutti gli effetti in WIKIO Group (nell’immagine qui a lato, da sinistra, Andrea Febbraio, Pierre Chappaz e Diego Masi). Spieghiamo in breve perchè - almeno secondo il nostro parere - la cosa non può essere considerata una mera “acquisizione”.

Da parte degli advertiser - clienti, agenzie, centri media - grazie alla nostra rinnovata piattaforma, sarà possibile pianificare, con maggiore semplicità e puntualità, campagne di passaparola online su forum, blog e social network. Fermo restando il pieno rispetto ai codici WOMMA e WOMMI per quel che concerne  etica e trasparenza delle campagne di buzz online.

L’obiettivo rimane quella di pensare (e poi gestire) il buzz come un vero e proprio media. Un media che possa fungere da supporto per gli altri strumenti più o meno tradizionali, facendo “parlare” la Rete attorno a prodotti, servizi, iniziative, video, etc.

Ma ovviamente, dopo la conferenza di ieri, cambia anche la prospettiva per chi gestisce blog e forum. Da oggi infatti, entrando nella nostra community, gli utenti potranno guadagnare in virtù dei propri contributi seguendo i brief pubblicati, provando prodotti in anteprima, partecipando ad eventi esclusivi o inserendo video/widget nei propri spazi.

Che altro dire? Provare per credere!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Baby-buzzer. In Inghilterra il sito Dubit paga i giovani promoter

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bimbo_al_pc.jpg“Nel corso dell’ultima settimana la notizia di un social network inglese che recluta “bambini-buzzer” ha fatto il giro di magazine e blog.
Sono esplose le polemiche intorno all’idea che bambini anche di sette anni possano essere retribuiti per un’attività di marketing che alcuni codici etici del web vietano drasticamente.
Dubit, questo il nome del sito che raccoglie al suo interno diversi servizi, tra cui il social network incriminato, si difende spiegando che la registrazione al sito deve essere autorizzata da parte dei genitori nel caso di utenti minori. Il problema è che certi blocchi possono essere facilmente aggirati dagli utenti minori e che Dubit, agendo su grandi numeri, riesce a raccogliere preziosi dati personali sui piccoli brand-ambassador, non sempre consapevoli di concetti come privacy e tutela dei dati personali”.

Questo è quanto riporta Daniele Federico, WOMMI coordinator, nel gruppo creato su Linkedin Wommi lab – laboratorio del passaparola.

Dal mio punto di vista, la questione è come minimo controversa secondo 2 aspetti principali:
- utilizzo di minori;
- presunta attività di shilling (buzz non etico molto vicino alla pubblicità ingannevole)

Sul primo punto ogni legislazione dei paesi sviluppati prevede delle forti limitazioni all’impiego di minori per fini promozionali. Questo è vero anche nel caso della pubblicità classica dove per girare uno spot con un minore ci vogliono autorizzazioni specifiche.

Sul secondo punto il problema è ancora più spinoso poichè come ben sapete WOMMA e FTC hanno stabilito che nel caso di attività di buzz o social media marketing con blogger, ambassador,agent e buzzer, deve essere sin da subito il loro ruolo di ambasciatori/collaboratori. Beninteso questi “attori” continuano ad esprimere la loro opinione personale sul prodotto (positiva o negativa che sia) ma devono specificare che parlano perchè in qualche modo ingaggiati da un’azienda. Nel caso delle attività di buzz on line questo è alquanto semplice da verificare perchè basta controllare che siano presenti degli appositi disclaimer: sponsored post, sponsored conversation, post sponsorizzato.
Ma se l’attività si svolge con passaparola offline quale ad esempio quelle di BuzzAgent o TRND è molto difficile da verificare, poichè non c’è traccia di questo disclosure. In questo senso, le agenzie non possono far altro che “stressare” gli agent sul fatto di rivelare la propria appartenenza al programma. Va da sè che, non essendoci obblighi di nessun tipo, ci si rimette sempre al buon senso degli ambassadors.

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Strategie online: moda o cambiamento profondo?

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workshop_wommi_fd10Durante il Forum della Comunicazione Digitale, Andrea Boaretto è intervenuto commentando la case history Ford Fiesta Movement, lanciando una serie di provocazioni. Stefano Vitta, Community Leader di ZZUB, ha già postato una risposta, e anche noi di PromoDigital, nella persona di Umberto Lisiero (immortalato nella foto qui sopra, sulla destra, al workshop WOMMI), abbiamo provato a dare una nostra personalissima interpretazione.

1. si tratta solo di un fattore moda (vi ricordate Second Life) o di un cambiamento profondo?
Non credo sia una moda quanto piuttosto un diverso approccio, un completamento di una strategia che online è in grado di proporsi in maniera più interattiva e multimediale rispetto ai modelli offline (i quali purtroppo vengono spesso riproposti in maniera speculare nel web). Un cambiamento di paradigma che potenzialmente è in grado di costruire un rapporto più diretto e trasparente - e quindi più proficuo - con gli utenti.

2. La marca da sola è ancora sufficiente?
Oggi sempre più persone prima di acquistare cercano informazioni online. E quando lo fanno si informano su forum e blog per leggere notizie, giudizi e curiosità scritte da “normali” consumatori come loro. In questo senso la “marca” non solo deve essere “ascoltare” ciò che questi potenziali consumatori dicono, ma deve sapersi mettere in gioco per attivarsi in maniera attiva, accettando il confronto con chi poi, se convinto, potrebbe diventare un testimonial a basso costo. In un mercato sempre più aggressivo e con prodotti sempre più simili forse raccoglieranno maggiore simpatia i brand che sapranno aprire un vero dialogo con i propri consumatori, coccolandoli e venendo incontro alle loro esigenze, rispondendo ai loro dubbi e alle loro curiosità, dimostrandosi proattivi per qualunque loro necessità.

3. Come costruire la reputazione negli attuali contesti in cui la marca non può più urlare con il megafono dal piedistallo?
Partendo dal presupposto che il successo di un brand è in prima istanza dato dalla qualità dei propri prodotti, quello che le marche possono fare nei lanci è coinvolgere alcuni dei potenziali - in maniera multicanale - consumatori facendo testare loro i prodotti, invitandoli ad eventi o presentando in maniera conversazionale nei forum i nuovi prodotti nell’ottica di presentarli in maniera più interattiva e di raccogliere feedback costruttivi immediati che possano migliorare il prodotto/servizio o la sua percezione.

4. Ha ancora senso parlare di campagne (fàmolo social, come direbbe l’amico Giovanni Pola) o serve un ridisegno complessivo dei modelli di business orientatati alla multicanalità e all’apertura con il network esterno?
Per semplicità porto l’esempio della nostra agenzia: ci stiamo impegnando per fare in modo che anche il buzz - il passaparola online - si possa considerare sempre più come un media pianificabile. Che non vuole sostituire nessun altro strumento ma che, nell’ottica di una pianificazione a 360 gradi, possa fungere da supporto alle altre attività. La sfida credo sia proprio quella di riaggiornare continuamente il proprio approccio sapendo soppesare, in base agli obiettivi da raggiungere, un media mix impattante per il tipo particolare di target che si vuole colpire. Molte cose si imparano solo “sporcandosi le mani” quindi ben vengano i test “costruttivi” tramite i quali capire più nel dettaglio le declinazioni dei vari social network.

5. Per quanto tempo ancora ci si potrà nascondere dietro il luogo comune non esistono metriche?
Concordo con Stefano (Vitta, ndr), le metriche esistono. Il problema a volte è saperle leggere e non buttarsi a capofitto nel calcolare il mero “costo per contatto”. Molte attività nei social network vanno pensate soprattutto in ottica di brand awarness e quindi con parametri di giudizio più complessi e che richiedono un approfondimento maggiore.

Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

3,2,1….. Wommi!

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wommi.gifSegnatevi questa data: 20 Novembre 2009 ore 11:00. Si terrà la prima conferenza stampa del Wommi. La sala Assemblee di palazzo Belgioioso, Piazza Belgioioso 2, a Milano ospiterà l’evento, e per tutti quelli che intendessero prendervi parte, l’ingresso è libero.

Il neo eletto presidente Enrico Pozzi darà inizio ai lavori presentando lo scopo e gli obiettivi del progetto. Successivamente interverranno Luca Basilico, Andrea Febbraio, Vittorio Meloni, Mirko Pallera e Stefano Vitta, promotori del Wommi.

Per ulteriori informazioni potete scrivere a info@wommi.it.

Save the date & Stay tuned!

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

Impressioni a caldo: Wom Summit

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newimgtpl.gifDevo dire che quest’anno il Wom Summit ha superato le aspettative: è stato molto interessante, soprattutto per i numerosi spunti di confronto, ma nello stesso tempo anche molto divertente. Peccato non aver potuto assistere all’intervento del nostro amico e collega Willem Sodderland ,CEO di Buzzer, buzz agency olandese, che si vocifera abbia incantato la platea.In compenso, in segno del suo piacevolissimo passaggio, conserviamo un paio di particolari zoccoletti olandesi che il nostro carissimo Umberto indossa in queste foto.

Adesso si lavora per organizzare il “WOMMI“, un Womma esclusivamente made in Italy, alle cui conferenze speriamo partecipiate in tanti, e proponiate altrettanti spunti di riflessione. Inoltre ci tengo a ringraziare tutti i relatori e tutti coloro che hanno partecipato, semplicemente, come spettatori.

Alla prossima.

Stay Tuned!scarpine2.jpg

Scritto da Andrea Febbraio - CEO PromoDigital

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